La salute del cuore passa per quella dei reni, più a rischio di cardiopatie chi ha malattie renali

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    La salute del cuore e quella dei reni sono strettamente collegate, tanto è vero che secondo le più recenti statistiche, chi soffre di una qualche patologia renale che comprometta la funzionalità di questi filtri del corpo riducendola fino al 40%, ha anche un rischio dieci volte maggiore degli altri di andare incontro a malattie cardiache. Secondo i dati raccolti dalla SIN (Società Italiana Nefrologia), l’ISS (Istituto superiore di Sanità) e l’ANMCO (Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri) nello studio Carhes, circa l’8% della popolazione italiana ha qualche disturbo ai reni cronico, di cui il 5% in una forma iniziale, e il 3% avanzata.

    Se non diagnosticata a curata in tempo, un’affezione renale può trasformarsi in insufficienza renale cronica, una condizione che richiede la dialisi, e la cui gravità è tale che la sopravvivenza è ridotta del 50% rispetto alla popolazione in generale. Il problema è legato anche alla maggiore incidenza di malattie a carico dell’apparato cardiovascolare proprio nei dializzati, che aumenta sensibilmente negli individui che associno all’insufficienza renale, anche altre patologie come il diabete, l’ipertensione e l’obesità.

    Secondo un altro studio condotto a partire dal 2003 dalla SIN e dalla SIMG (Società Italiana di Medicina Generale), su 70mila pazienti che avevano effettuato esami sulla funzionalità renale, mentre per i giovani con disturbi ai reni il rischio maggiore per la salute era la possibilità di finire in dialisi, per la popolazione anziana con analogo problema, il pericolo era piuttosto quello di venire colpiti da una malattia cardiaca a anche mortale.

    Alla luce di questo quadro sconfortante, la cosa migliore che si possa fare, soprattutto se si è giovani, è effettuare controlli anche alla funzionalità renale e test delle urine almeno una volta all’anno. Prima ci si accorge di un eventuale danno ai reni, più facile sarà curarlo ed evitare di incorrere in una insufficienza cronica, con tutte le conseguenze che abbiamo visto. A tal proposito, la SIN ha creato un Registro nazionale dei malati affetti da patologie renali croniche ma non dializzati, curati nei diversi ambulatori di nefrologia del territorio nazionale, i quali sembrano ben reagire alle terapie.