La psicoterapia “fai da te” può essere pericolosa

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    La psicoterapia “fai da te” può rivelarsi un pericolo. Marialori Zaccaria, presidente dell’Ordine degli psicologi del Lazio, infatti, boccia in pieno la tecnica australiana raccontata dall’Economist, che prevede l’uso di un pc e di un particolare software che altera in modo impercettibile le distorsioni del pensiero, senza ricorrere allo psicoterapeuta e ai farmaci. La dottoressa si riferisce alla ricerca della Queensland University of Technology. Il gruppo di ricercatori australiani, infatti, aveva messo a punto una serie di video, da poter scaricare anche su iPad e iPhone, in grado di preparare alla terapia cognitivo-comportamentale per ridurre i disturbi della depressione.

    La dottoressa Zaccaria, ha spiegato che:

    È possibile che con il “gioco delle faccine di stampo pavloviano” si ottenga una modificazione di pensieri negativi, come capita nella quotidianità quando siamo corrucciati o tristi e assistiamo a una scena che ci strappa un sorriso. Ma non si può pensare che si tratti di una terapia. Si occupa solo di sintomi momentanei, ma non affronta le cause che scatenano ansia, depressione, dipendenze. Senza guardare alle cause, non si risolve il problema, che si ripresenterà a breve.

    Dunque, per la dottoressa si tratterebbe solo di una scorciatoia, non solo potenzialmente dannosa, ma anche temporanea. Dal suo punto di vista, infatti, i video ideati dai ricercatori australiani, sono paragonabili ai test psicologici o dell’oroscopo, una sorta di passatempo da ombrellone. Inoltre, come ricorda la psicologa, questa teoria non è mai stata sperimentata, tanto meno validata scientificamente.

    L’Ordine degli psicologi del Lazio, si è dichiarato contrario alle diagnosi e alla psicoterapia virtuali, perché si perdono elementi importanti della relazione medico-paziente, come la mimesi, l’atteggiamento e il tono della voce. Pertanto, la psicologa Zaccaria, ha invitato gli utenti a non farsi false aspettative e ad affrontare un percorso di terapia con la massima serietà.

    Dolcetto o scherzetto?