La predisposizione a obesità e diabete si vede dai fianchi: più larghi, meno rischio

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    Fianchi larghi e vita stretta, e siete al sicuro da diabete e obesità. Per lo meno, se questa è la vostra conformazione fisica naturale, potete ringraziare la natura, e i geni, perché siete nel gradino più basso in assoluto della scala di rischi collegati con le due problematiche di cui sopra. Si è spesso sentito parlare della forma del corpo (femminile, ma anche maschile) in relazione alla salute e alle aspettative di vita, e ora uno studio condotto dai ricercatori della Deakin University dello Stato australiano di Victoria, in collaborazione con i colleghi delle Università delle Mauritius, Finlandia, Svezia, Gran Bretagna, Finlandia e Danimarca, conferma a rilancia queste teorie.

    Gli studiosi hanno preso in esame i dati di un campione di 8mila persone di entrambi i sessi considerati nell’arco di 25 anni, scoprendo come per essere posti al riparo dalla possibilità di diventare obesi e sviluppare malattie metaboliche, sia necessario non solo avere dei fianchi larghi (quindi un ampio bacino), me che sia ben definito il rapporto con il punto vita. Una persona con la forma del corpo “a mela” (fianchi stretti e vita larga), è, al contrario, decisamente più a rischio.

    “Sapevamo che una superiore circonferenza dei fianchi era protettiva contro le malattie metaboliche come il diabete e anche la morte – ha spiegato il dottor Adrian Cameron, uno degli autori dello studio – Tuttavia, non sapevamo che prendendo in considerazione la circonferenza di vita e fianchi separatamente (all’opposto del considerare il rapporto vita/fianchi) avrebbe rivelato una potente associazione tra obesità e mortalità.

    In altre parole, una persona con fianchi larghi e una vita sottile è al gradino più basso della scala di rischio e le persone con fianchi piccoli e una vita di grandi dimensioni sono ad alto rischio”. Perciò, quando si deve valutare la predisposizione di un individuo a diventare obeso, diabetico o cardiopatico, bisogna necessariamente considerare come grande fattore di rischio proprio il grasso addominale e la misura della circonferenza della vita, in confronto a quella dei fianchi.

    “Tenendo conto dell’effetto protettivo della circonferenza dei fianchi, siamo in grado di isolare i rischi negativi per la salute dell’obesità centrale, che si misura con la circonferenza della vita – specifica Stefan Söderberg, professore presso l’Università di Umeå, in Svezia – Sembra che questa forma di obesità sia più pericolosa di quanto abbiamo mai pensato”.

    Insomma, non resta che guardarci allo specchio spassionatamente, e valutare se la ciccia che allarga il nostro punto vita è tale da annullare lo stacco con i fianchi. Se così fosse, dato che proprio l’adipe addominale è quello che crea maggiori danni anche al cuore, forse è il caso di cominciare un bel programmino di dieta combinata con della sana e regolare attività sportiva…

    Dolcetto o scherzetto?