La malattia di Lyme: sintomi, diagnosi e terapia

Quella di Lyme è la malattia più frequentemente trasmessa dalle zecche negli Stati Uniti, e in Europa si registrano in media 85 mila casi all'anno

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    La malattia di Lyme: sintomi, diagnosi e terapia

    La malattia infettiva a diffusione più rapida negli Stati Uniti dopo l’AIDS, la borreliosi, chiamata anche malattia di Lyme, è balzata alle cronache quando alcuni personaggi famosi hanno parlato dei problemi che hanno affrontato quando l’hanno contratta. Avril Lavigne, Debbie Gibson, Christy Turlington, Ben Stiller e Richard Gere sono solo alcune delle celebrità che hanno portato alla luce una malattia di origine batterica che si trasmette con il morso delle zecche che si sta purtroppo diffondendo in tutto il mondo. Ma quali sono i sintomi? Come viene fatta la diagnosi? E quale terapia esiste per combatterla?

    La malattia di Lyme prende il nome da un piccolo centro del Connecticut dove nel 1975 si sono verificati numerosi casi di un artrite reumatoide di origine infettiva causata da questa patologia. La malattia insorge nel momento in cui la zecca morde l’uomo e attraverso le ghiandole salivari trasmette il batterio Borrelia burgdorferi, ossia l’agente patogeno. Il primo caso di malattia di Lyme scoperto in Italia è stato identificato nel 1983, e da allora fino alla fine del 1990 ne sono stati identificati un totale di 1324. Oltre all’uomo, la malattia di Lyme colpisce anche molti animali selvatici e domestici, e segue un andamento stagionale con un picco dalla primavera alla fine dell’estate.

    I sintomi

    Le prime manifestazioni della malattia di Lyme si verificano nei primi giorni con una lesione maculo-papulare di colore rosso vivo ai bordi e chiara al centro dall’aspetto caratteristico di un “occhio di bue”.

    Nei giorni successivi le lesioni si moltiplicano e si possono aggiungere sintomi come febbre, brividi, cefalea, linfoadenopatia, faringite edematosa, artralgie, mialgie, dolori dorsali, faringodinia, nausea, vomito e anche congiuntivite. Più raramente la malattia può colpire il sistema nervoso causando meningite, encefalite o paralisi dei nervi, e nei casi più gravi può causare problemi anche al cuore.

    Se contratta in gravidanza, la malattia è pericolosa perché può essere trasmessa al feto e aumentare il rischio di aborto spontaneo.

    La diagnosi

    La diagnosi della malattia di Lyme si basa principalmente sull’anamnesi, sull’esame obiettivo, sul rilevamento dell’anticorpale anti-B.burgdorferi tramite i test, e l’identificazione del genoma del patogeno.

    La terapia

    Per la terapia della malattia di Lyme si ricorre agli antibiotici, ma perchè siano efficaci è fondamentale che la malattia sia diagnostica tempestivamente. Negli stadi più lievi viene generalmente utilizzata l’Amoxicillina o la penicillina, e in caso di allergia al farmaco, l’eritromicina. Negli stati più gravi o più avanzati della malattia, la terapia antibiotica viene applicata per via endovenosa e le si associano farmaci corticosteroidi.

    E’ bene sapere che non tutte le zecche trasmettono la malattia, e che i rischi si riducono se la zecca viene rimossa subito. Perchè la trasmissione del batterio Borrelia burgdorferi avvenga, la zecca deve rimanere attaccata per almeno 24-36 ore.