La leucemia si combatte anche con l’olio di pesce

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    Olio di pesce leucemia

    Olio di pesce contro la leucemia mieloide cronica, e non stiamo parlando di prevenzione, ma di vera e propria cura. Secondo quanto scoperto dai ricercatori della Pennsylvania State University (USA), proprio l’olio del pesce, oltre agli ormai noti Omega 3 anti colesterolo, conterrebbe anche delle sostanze capaci di neutralizzare le cellule staminali delle leucemia, ovvero quelle cellule cancerose in grado di dare lo “start up” al tumore. Queste sostanze, anzi, in realtà è una sola, denominata Delta 12 protaglandina J3 (in sigla D12-PGJ3), viene prodotta da uno specifico acido grasso del tipo Omega 3, ovvero l’acido eicosapentaenoico, che è appunto contenuto nel pesce in generale, ma soprattutto nell’olio di pesce.

    Per dimostrare l’efficacia di questa sostanza naturale nella lotta contro la leucemia mieloide cronica, i ricercatori, coordinati dal dott. Sandeep Prabhu, hanno somministrato per via endovenosa delle dosi di D12-PGJ3 (600 nanogrammi al giorno per 7 giorni) nei topolini affetti da questa forma di tumore del sangue, e alla fine del trattamento gli animali risultavano completamente guariti, un successo straordinario.

    “Altre ricerche in passato sugli acidi grassi hanno dimostrato i benefici per la salute sul sistema cardiovascolare e nello sviluppo del cervello, in particolare nei bambini – spiega il dott. Prabhu – ma abbiamo dimostrato che alcuni metaboliti degli Omega 3 hanno la capacità di uccidere selettivamente le cellule staminali che causano la leucemia nei topi. La cosa importante è che i topi erano completamente guariti dalla leucemia, e con nessuna recidiva”.

    In pratica, la D12-PGJ3 attiva un gene – P53 – il quale è ”un soppressore del tumore che regola la risposta al danno al DNA e mantiene la stabilità genomica”. Naturalmente saranno necessari ulteriori studi e sperimentazioni per arrivare ad applicare questa scoperta a livello di terapia anti leucemica, ma certamente si tratta di una scoperta davvero molto importante. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Blood.

    Dolcetto o scherzetto?