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La laparascopia: cos’è, come si effettua e i rischi

La laparascopia: cos’è, come si effettua e i rischi

Una moderna tecnica chirurgica che sostituisce il grande taglio classico con piccole incisioni

da in Interventi chirurgici
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    La laparascopia: cos’è, come si effettua e i rischi

    Vi hanno proposto un intervento in laparoscopia e non sapete cos’è, come si effettua e quali sono i rischi? E’ una tecnica chirurgica mini-invasiva che viene spesso preferita alle tecniche chirurgiche tradizionali perchè permette di operare attraverso piccole aperture sull’addome. Inoltre, pur essendo eseguita in anestesia generale, la minore invasività dell’intervento in laparoscopia permette di utilizzare un tipo di anestesia più leggera e quindi meno rischiosa.

    La laparoscopia è una tecnica con cui si può vedere ed operare all’interno dell’addome senza dover effettuare ampi tagli. Grazie a piccole incisioni di circa 1 centimetro ognuna vengono inseriti gli strumenti operatori, mentre nell’ombelico viene fatto passare il laparoscopio che è lo strumento ottico che permette la visione interna di ciò che si sta operando attraverso una telecamera collegata ad un monitor.

    La tecnica laparoscopica viene ormai utilizzata per molti interventi, fra cui la chirurgia del pancreas, ginecologica, della milza, dell’intestino tenue, dello stomaco, delle ghiandole surrenali, del colon, della parete addominale, nei casi di appendice infiammata e per i problemi alla colecisti.

    La laparoscopia si effettua praticando delle piccole incisioni sull’addome, generalmente tre o quattro, per inserire la strumentazione con cui effettuare l’operazione. L’intervento ha inizio insufflando gas CO2 nell’addome del paziente per distendere la cavità addominale, per poi proseguire con gli strumenti laparoscopici quali le pinze, le forbici, gli strumenti da taglio, i bisturi elettrici, gli stapler, gli aspiratori, e gli strumenti di lavaggio. Lo strumento principe è il laparoscopio, ossia un tubo rigido dotato due canali ottici di cui uno illumina l’interno dell’addome e l’altro è una telecamera che trasmette su un monitor esterno l’immagine degli organi addominali che aiuterà il chirurgo ad effettuare l’intervento.
    Le suture utilizzate sono nella maggior parte dei casi riassorbibili, e possono essere rimosse dal paziente stesso, o dal proprio medico curante, 7 o 8 giorni in seguito all’intervento.

    Un intervento con tecnica laparoscopica presenta molti vantaggi, fra cui quello di ridurre molto il trauma chirurgico e quindi il dolore post-operatorio e la grandezza delle ferite, si hanno meno perdite ematiche e le ferite hanno meno possibilità di infettarsi, si riduce la possibilità di aderenze viscerali e la ripresa delle normali attività è più veloce rispetto ad un intervento tradizionale.

    Tutte le procedure chirurgiche possono comportare dei rischi, che possono andare dai danni di tipo emorragico alle lesioni a carico degli organi. Le complicazioni possono insorgere se si è in presenza di interventi complessi, se precedenti interventi hanno creato aderenze, e in presenza di elevato grasso addominale dato da obesità marcata.
    E’ da segnalare che siccome durante l’intervento, la laparoscopia provoca alterazioni della funzione respiratoria e del ritorno venoso, questo non la rende indicata nelle persone affette da insufficienza respiratoria, cardiopatia dilatativa o negli anziani.
    Ricordiamo anche che nel post-operatorio è probabile la comparsa di dolori alle spalle, una sensazione dovuta al gas utilizzato per la distensione addominale, che regredirà nelle 24 ore.

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