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Disforia: sintomi, cause, diagnosi e cura

Disforia: sintomi, cause, diagnosi e cura
da in Depressione, Malattie, Psicologia
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    Disforia: sintomi, cause, diagnosi e cura

    Cosa si intende con disforia? E quali sono i sintomi, le cause, la diagnosi e la cura di questa malattia? In questo articolo conosceremo tutto ciò che riguarda questo particolare disturbo dell’umore.
    La definizione di disforia indica una condizione contraria all’euforia, caratterizzata in generale da sentimenti spiacevoli, come tristezza, nervosismo, frustrazione e pessimismo. Eppure dal punto di vista medico, la disforia, specie se in relazione alla salute mentale femminile, si tratta di qualcosa di molto più complesso, in cui la tendenza a reagire esageratamente a vari stimoli rappresenta solo la punta dell’iceberg. Non a caso, è un disturbo normalmente associato alle alterazioni umorali legate al disturbo bipolare o alle psicosi maniacali.

    La disforia è una patologia che appartiene ai disturbi dell’umore, i quali sono numerosi e molto eterogenei tra loro. È bene chiarire che chiunque, nel corso della propria vita, può ritrovarsi a soffrire, in modo lieve e per un periodo più o meno lungo di tempo, di un disturbo simile, come ad esempio la depressione stagionale, superabile con una specifica alimentazione. Tuttavia, ciò che è importante comprendere è che un singolo sintomo isolato, per esempio la tristezza o l’umore depresso, non caratterizza una persona come affetta da depressione. Quindi, per parlare di vera e propria patologia, in questo caso di disforia, devono presentarsi contemporaneamente tutta una serie di sintomi in modo ricorrente, i più comuni dei quali sono:

    • Pianto improvviso e disperazione
    • Disturbi del sonno
    • Frustrazione, tensione e irritabilità
    • Insoddisfazione e sfiducia generalizzata
    • Pensieri negativi ricorrenti, anche correlati al suicidio
    • Aggressività improvvisa e incontrollata
    • Agitazione psicomotoria
    • Incapacità decisionale
    • Stato confusionale
    • Manie persecutorie
    • Allucinazioni uditive
    • Tensione muscolare, spossatezza e affaticamento
    • Perdita d’appetito

    Questi sintomi sono caratteristici di entrambi i sessi, ma una particolare forma di disforia riguarda le donne: si tratta, infatti, del cosiddetto disordine disforico premestruale. Tale disturbo è caratterizzato da gravi segnali di depressione, insieme ad altri sintomi più comuni propri della sindrome premestruale, come ansia, sbalzi di umore e tristezza. Tuttavia, le due condizioni non coincidono tra loro.
    Ben altra situazione è la disforia di genere, una condizione in cui un uomo o una donna non si riconoscono nel proprio genere biologico, ma in quello opposto. Le persone affette da disturbo dell’identità di genere, vengono anche chiamate transessuali.

    A determinare le cause della disforia possono intervenire diversi fattori, tra cui quelli culturali, sociali ed economici, principalmente. Infatti, a prescindere dal livello di gravità e dalla manifestazione di specifici sintomi, la disforia non è un semplice stato d’animo o un tratto del carattere di una persona, ma una vera e propria patologia psichiatrica, che si origina da una predisposizione individuale legata all’imperfetto funzionamento di alcuni circuiti cerebrali e, in particolare, da una serie di fattori ambientali sfavorevoli. La disforia può essere, quindi, causata tanto da una predisposizione genetica, che da situazioni di forte stress, in cui si cade vittima di intense pressioni psicologiche. Altre condizioni che possono includere lo stato disforico come sintomo riguardano:

    Attualmente, la percentuale di persone colpite da disforia, o da un qualsiasi disturbo dell’umore, è in netta crescita.

    Inoltre, cosa assai più preoccupante, l’età d’esordio è sempre più precoce ed è aumentato il rischio di ricadute consecutive ad ogni episodio. Ciò manifesta una notevole riduzione della qualità della vita in generale.
    Eppure, riconoscere la disforia non è semplice. I motivi di tale incapacità sono tanti e riguardano sopratutto la tendenza a nascondere i problemi legati alla depressione o all’insoddisfazione di sé e della propria vita.
    Quindi, per diagnosticare la disforia, prima di tutto, è importante riconoscere il manifestarsi di determinati sintomi (sopra elencati), la loro periodicità e frequenza e lo sviluppo sincrono e concomitante di più segnali. È poi essenziale escludere, attraverso delle analisi, la presenza di altre patologie che condividono gli stessi sintomi con la disforia, riuscendo, così, a circostanziare la diagnosi.

    La cura della disforia, nella molteplicità delle sue manifestazioni cliniche, è indirizzata principalmente verso strumenti terapeutici, sia farmacologici che psicoterapeutici, in grado di ristabilire l’equilibrio psico-fisico del paziente, ed evitare, così, l’instaurarsi di sintomatologie residuali che riducono la qualità della vita e lo espongono ad un maggiore rischio di ricaduta.
    Negli ultimi anni sono stati fatti numerosi progressi dalla ricerca psicoterapeutica per l’individuazione di vari modelli di trattamento della disforia. Le linee guida del Ministero della Salute sconsigliano di utilizzare i farmaci nelle forme lievi o di carattere transitorio della patologia, al fine di evitare un’inutile esposizione agli effetti collaterali. Inoltre, negli ultimi tempi, maggiore rilevanza è stata data alla psicoterapia cognitivo-comportamentale, una terapia che raggruppa in sé le psicoterapie oggi più diffuse, utilizzate per trattare un’ampia gamma di disturbi psicopatologici. L’efficacia di questo trattamento si basa sull’importanza che il singolo paziente assume durante la terapia e lo sviluppo di un suo comportamento attivo.

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