La dipendenza da Internet esiste, e agisce proprio come una droga

da , il

    Dipendenza Internet

    Una dipendenza simile a quella da droghe e alcool, peccato che sia Internet a “provocarla”, ovverosia, il web, con le sue molteplici a ipnotiche attrattive. Esiste anche questa patologia, annoverata ormai tra le dipendenze, malattie del cervello che ben conosciamo nelle loro forme più “classiche”, ma che mai, fino ad ora, avevamo associato all’utilizzo dell’amato pc e alla navigazione nel mare magnum del web. Internauti come i cocainomani? Ebbene sì, non solo la frequentazione assidua e compulsiva del web provoca assuefazione, ma soprattutto agisce in modo determinante sulla struttura stessa del nostro cervello, alterandola.

    Proprio come una qualunque sostanza stupefacente. A scoprirlo, e lanciare l’allarme, sono stati i ricercatori dell’Accademia cinese della Scienza che ha sede a Wuhan (capoluogo della provincia cinese dell’Hubei), grazie ad uno studio pubblicato sulla rivista PlosOne. Per giungere alla loro conclusioni, ossia che Internet agisca come una droga, modificando la cosiddetta “sostanza bianca” cerebrale (dove si trovano le fibre nervose del nostro cervello), gli scienziati hanno coinvolto in un esperimento un gruppo di 17 teenagers e giovani adulti (tra i 17 e i 21 anni) ai quali era stato già diagnosticato un disturbo da web-dipendenza (catalogato, però, come problema psichico, non fisico).

    Lo scopo era controllare le reazioni del loro cervello attraverso una risonanza magnetica, una volta che fosse loro negato l’accesso ad Internet. Il tutto dopo aver sottoposto il campione a questionari in cui si domandava loro di indicare le ore trascorse ogni giorno davanti al monitor del pc, ed eventuali tentativi di ridurle. Ebbene, alla fine dello studio si è potuto riscontrare proprio l’effetto “fisico” della dipendenza sulla materia cerebrale, un esito che è stato giudicato analogo a quello evidenziato nelle persone dipendenti dai videogames (come scoperto in un altro recente studio).

    Ergo, impedire all’improvviso l’accesso al web a persone che soffrano di questa dipendenza genera in loro vere e proprie crisi di astinenza in tutto simili a chi sia dedito all’uso di droghe o alcool. La notizia è inquietante, ma non ci stupisce più di tanto. Certamente la tecno-dipendenza (da cellulari, pc e web e quant’altro) sta diventando un problema di prima emergenza, e tuttavia, possiamo ancora “salvarci”, cercando di disintossicarci da questi strumenti tutte le volte che abbiamo l’opportunità. Ne va davvero della nostra salute fisica, e mentale.

    Dolcetto o scherzetto?