L’umore delle donne? E’ come stare sulle montagne russe

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    umore delle donne

    La verità che verrà di seguito narrata è tratta dagli studi dello psicologo John Gray, autore di uno dei libri più citati sul mistero del rapporto di coppia (Gli uomini vengono da Marte, le donne da Venere).

    La verità è questa: il movimento emotivo di una donna è come quello di un’onda: un attimo prima la donna è su, in cresta, e poi, poco dopo, senza motivo, si ritrova giù e l’onda si rifrange. Quando l’onda cresce, la donna si sente aperta, disponibile, positiva, amorevole, fino al suo culmine. Poi arriva la fase discendente in cui riemergono emozioni e pensieri negativi su di sé e sui propri rapporti interpersonali. Il fenomeno è temporaneo: bene, se siamo su; male, se siamo giù; e si ricomincia!

    Gli uomini di fronte a questa dura realtà restano esterrefatti; di più: sbigottiti.

    Andrea, marito in licenza al bar con gli amici:

    “Mia moglie l’altra sera era disperata; diceva che al lavoro nessuno la rispetta e non considera le sue competenze; era veramente disperata. Abbiamo parlato per più di mezz’ora solo di lei e del suo capo. Poi, sempre lei, torna ieri, tutta sorridente, e mi dice che è contenta del lavoro perché sente che il suo merito è premiato. Dite che è grave?”

    No, non è grave, signor Andrea. O meglio: questo cambio di prospettiva e conseguentemente stato emotivo, non è grave a livello clinico, più faticoso può essere a livello relazionale.

    Sì perché i signori maschietti, ma anche le signore femminucce, devono imparare a fare i conti con una realtà fisiologica per l’essenza femminile: l’emotività porta su e giù, proprio come un’onda. Ed è proprio la possibilità di concedersi di andare in fondo al pozzo, non negando il proprio stato emotivo seppur in tempesta, a permettere una virata verso porti migliori.

    Tuttavia -proprio come il signor Andrea di sopra- accade perlopiù che i prodi compagni tentino di risolvere ciò che angustia la propria amata, srotolano soluzioni degne dell’ottimo MacGyver. Pensano, in corrispondenza alla risalita della china, di aver risolto il problema della compagna e che tutto da ora in avanti andrà per il meglio; ma poi, alla prossima discesa, ancamò (di nuovo) si ripresenterà la storia del lavoro e dell’essere incomprese: disarmo totale.

    Cosa possiamo fare? Fermi lì.

    Break Point: voi, Patrick Swayze della situazione, cosa fate con la tavola da surf in braccio, se in mare un cavallone di due metri si sta caricando davanti?

    Attenzione! Se decidete di tagliare l’onda, negando il carico emotivo e dispensando soluzioni per andare oltre, potreste rimanere sommersi, colpiti dal frastuono delle imprecazioni femminili.

    Se invece cavalcate l’onda, ascoltando pazientemente, avrete alte probabilità di sopravvivenza.

    Quando una donna è in caduta libera, l’ultima cosa di cui ha bisogno è di qualcuno che le spieghi perché non ha ragione di provare certe sensazioni. Quando è lì sotto, lei vuole solo qualcuno che la ascolti e che le dia il suo sostegno e amore, incondizionatamente. In questo modo la si aiuterà a toccare prima il fondo, e da quel momento le sarà più facile risalire. È così che funziona.

    Ma c’è di più: la donna, imparando a conoscersi, non dovrebbe fare del proprio uomo l’unica fonte di amore e sostegno; sarebbe esercitare una pressione eccessiva rispetto al naturale bisogno maschile di allontanarsi dal rapporto e chiudersi nella caverna.

    Quando l’onda di una donna si infrange e il suo compagno è nella caverna (anche lui momentaneamente, per fortuna!) è essenziale che lei disponga di altre risorse.

    Ed è per questo che esistono gli aperitivi con le amiche.