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L’olio di palma fa male? Rischi e come evitarlo

L’olio di palma fa male? Rischi e come evitarlo

Negli ultimi anni si parla molto dell’utilizzo dell’olio di palma: cerchiamo di fare chiarezza su questo alimento per capire se fa male alla salute e all’ambiente

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    L’olio di palma fa male? Rischi e come evitarlo

    L’olio di palma fa male? Quali rischi corriamo a consumarlo? Come possiamo evitarlo? Sull’olio di palma c’è ancora tanta confusione, e c’è chi lo condanna e chi invece lo difende. Cominciamo col dire che ogni anno sono prodotte 45 milioni di tonnellate di olio di palma, ed esso è l’olio vegetale più usato al mondo perchè il suo basso costo e la sua versatilità lo rendono richiesto dalle aziende di prodotti alimentari, nel settore cosmetico, energetico e anche in quello farmaceutico.

    L’olio di palma è una sostanza di origine vegetale prodotta principalmente in Indonesia e Malesia, e in parte minore in Papua Nuova Guinea, Honduras, Brasile, Perù, Colombia, Filippine, Camerun, Costa d’Avorio e Gabon. Di consistenza solida a temperatura ambiente, viene utilizzato dall’industria alimentare, nel settore della cosmesi e dei prodotti per la casa, e nella lavorazione dei biocarburanti.

    Circa l’80% dell’olio di palma prodotto viene utilizzato nell’industria alimentare, e può essere trovato in una vasta gamma di prodotti come gli oli da cucina, la margarina, i grassi da pasticceria, i dolci, i biscotti, i gelati e altri tipi di alimenti. L’olio di palma contribuisce al gusto, alla stabilità termica, alla resistenza all’ossidazione, alla consistenza e alla morbidezza. Non ci sono altri grassi vegetali che siano naturalmente solidi a temperatura ambiente e che forniscano le stesse caratteristiche in quantità sufficiente.

    L’olio di palma in cosmesi trova impiego principalmente come prodotto per la preparazione di particolari tensioattivi ed emulsionanti impiegati nella formulazione di prodotti per la detergenza.

    I detersivi possono contenere olio di palma perchè è preferito ai grassi animali nella fabbricazione degli agenti tensioattivi che permettono di staccare lo sporco.

    Il consumo di olio di palma non comporta in sé conseguenze negative per la salute. Però l’olio di palma è composto per il 50% da acidi grassi saturi, per il 40% da acidi grassi monoinsaturi, e per il restante 10% da acidi grassi poliinsaturi. Il consumo abituale di olio di palma tende ad aumentare in modo significativo la concentrazione di grassi nel sangue, dal colesterolo ai trigliceridi, innalzando l’indice di mortalità per patologie cardiovascolari, aterosclerosi, diabete e alcune forme tumorali. E’ da sottolineare che l’olio di palma contiene cinque volte più acidi grassi saturi dell’olio di colza. Quindi il problema sussiste se viene assunto ogni giorno, più volte al giorno. Da tutto ciò ne deriva il consiglio di preferire altri tipi di olio, come quello di d’oliva, che è invece un prezioso alleato contro tumori, ipertensione e colesterolo alto.

    Gran parte delle foreste pluviali del sud-est asiatico sono andate perse negli ultimi anni per far posto alle coltivazioni di palma da olio in seguito al costante aumento della domanda da parte delle aziende alimentari. Questo ha prodotto effetti negativi sulla biodiversità, sul cambiamento climatico, sulla popolazione e sulla fauna.

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