L’intelligenza dei bambini è minacciata dal cibo dei fast-food

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    Quante volte vi capita di portare i vostri bambini a mangiare nei fast food? E’ un’alternativa rapida, economica e quasi sempre gradita alle cene consumate a casa. Purtroppo, però, l’abuso di cibo spazzatura può avere conseguenze spiacevoli: non solo per il corpo, ma anche per la mente. Secondo una ricerca inglese dell’Università di Bristol recentamente pubblicata sul Daily Mail, il cibo dei fast-food, giorno dopo giorno, può arrecare danni permanenti al cervello dei più piccoli.

    I più a rischio sarebbero i bambini in età prescolare: mangiare costantemente patatine fritte, hamburger, dolcetti e caramelle prima dei tre anni può ridurre le capacità cognitive negli anni successivi. Più in particolare, i bimbi abituati a mangiare cibo-spazzatura più volte a settimana, una volta cresciuti potrebbero sviluppare maggiori difficoltà in ambito scolastico ed avere un quoziente di intelligenza inferiore di circa 5 punti rispetto alla media dei coetanei.

    Per giungere a questa conclusioni i ricercatori inglesi hanno preso in esame un ampio campione di scolari e hanno analizzato i risultati dei loro test del QI in relazione al loro modo di rapportarsi al cibo. Pauline Emmett, a capo della ricerca britannica, ha parlato di effetti “cronici” e “irreversibili”. “I bambini che mangiano troppi cibi zuccherati o confezionati – ha precisato il ricercatore - non hanno abbastanza vitamine: il loro cervello non può formarsi come dovrebbe. Una sana alimentazione nei primi anni di vita è essenziale perché è il periodo in cui il cervello cresce più rapidamente”. I bimbi più piccoli dovrebbero quindi mangiare sempre alimenti leggeri e sani, che favoriscano la crescita del corpo e della mente. Ma anche negli anni successivi a quelli della prima infanzia, è bene limitare il consumo di cibo-spazzatura, che è insalubre per definizione e non deve mai diventare una costante.

    Dolcetto o scherzetto?