L’infarto asintomatico è più frequente tra le donne, e può essere fatale

L’infarto asintomatico è più frequente tra le donne, e può essere fatale
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    Non sempre l’infarto viene anticipato da dolori e segnali chiari, specialmente nelle donne, l’attacco di cuore può essere quasi completamente asintomatico, motivo per cui il suo esito è potenzialmente più letale. A sollevare la questione, che naturalmente ci porta a comprendere come mai la mortalità per infarto (nonostante le donne siano in genere meno soggette a patologie cardiache) al femminile sia superiore, sono stati i ricercatori Usa della Watson Clinic di Lakeland (Florida), grazie ad uno studio pubblicato sulla rivista Jama.

    Premettiamo che la sintomatologia classica dell’attacco di cuore prevede dolori che si irradiano dal torace al braccio sinistro e senso di oppressione al petto, un quadro clinico che porta immediatamente i medici ad agire per salvare la vita al paziente. Ma quando manchino segnali specifici, l’evento cardiaco può essere sottovalutato, anzi, non riconosciuto, ecco perché poi si arriva in ospedale troppo tardi o non si viene soccorsi adeguatamente.

    Dalla ricerca americana è emerso che sono soprattutto le donne a presentare questa asintomaticità pericolosa, soprattutto se giovani. In generale, però, i ricoveri per infarto al femminile interessano soggetti di età superiore a quella media maschile (74 anni contro 67), di cui un buon 42% non presentava sintomi dolorosi, contro 31% degli uomini, con conseguenze mortali per il 15% contro il 10% degli uomini.

    Ma a cosa è dovuta questa differenza di genere? Non è ben chiaro, quello che però è preoccupante, è che l’infarto silente nelle donne giovani è spesso tragicamente letale.

    “Questi dati – ha spiegato John Canto, uno degli autori dello studio – suggeriscono che l’assenza di dolore toracico può essere un importante segno predittivo di morte, nelle donne con infarto miocardico, rispetto ad altre categorie di persone della stessa età”.

    Se i sintomi classici dell’infarto non sono manifesti nelle donne, questo però non significa che non esistano altri segnali premonitori, seppur abbastanza generici, come il dolore alla mandibola, la nausea, mal di schiena e respiro affannoso. Conclude Canto: “Per sopravvivere a un attacco di cuore è importante capire che cosa sta succedendo e chiedere aiuto immediatamente. Un ritardo nei soccorsi posticipa la diagnosi e un trattamento potenzialmente salva-vita”. Teniamolo a mente.

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