L’appendicite si può curare anche con gli antibiotici

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    L’appendicite (ovvero l’infiammazione dell’appendice) finora è stata trattata in sala operatoria grazie al bisturi, ma ora si affaccia una nuova possibilità terapeutica che vede l’utilizzo degli antibiotici. O meglio, questa prassi era già considerata ed in uso in casi particolari, ma il trattamento d’elezione ha continuato ad essere la chirurgia, in quanto considerato il rapporto rischio/ beneficio è stata finora ritenuta la soluzione migliore.

    La ricerca scientifica sull’appendicite e gli antibiotici

    Tale alternativa è stata ampiamente testata in numerosi studi clinici 4 dei quali analizzati dai ricercatori del Nottingham Digestive Diseaeses Centre dai quali è emerso, con una pubblicazione di un articolo sul British Medical Journal, come tale pratica non invasiva sia utile quando ci si trova di fronte ad una appendicite non in fase acuta o complicata (perforazione o peritonite).

    In particolare la terapia antibiotica ha avuto successo nel 63% dei pazienti con diagnosi di appendicite ed ha abbattuto del 31% il rischio di infezioni post operatorie in chi è stato trattato grazie alla chirurgia. Tale alternativa va approfondita e studiata ulteriormente, ma si dimostra comunque essere un importante punto di partenza per modificare un protocollo terapeutico che risale alla fine dell’800.

    Cos’è l’appendice?

    Quando parliamo di appendicite ci riferiamo ad una infiammazione (e/o irritazione e/o infezione) della “appendice vermiforme”. Si tratta di un piccolo tubicino fisiologico che nasce nella prima parte dell’intestino cieco e si trova nell’addome, in basso a destra. Nel primo anno di vita è parte integrante del sistema immunitario, per poi divenire l’”organo bersaglio” delle infezioni.

    Cos’è l’appendicite acuta?

    Quando l’interno dell’appendice si rigonfia a causa dell’accumulo di sostanze di vario origine, si infiamma dando origine alla cosiddetta “appendicite acuta”, caratterizzata dallo sviluppo di un’infezione. Si tratta della causa più comune di chirurgia pediatrica di emergenza, cioè è uno dei motivi più frequenti per cui tra i 6 ed i 20 anni si finisce sotto i ferri. Se si sviluppa pus significa che si è in peritonite, una condizione potenzialmente grave e dolorosa.

    I sintomi dell’appendicite

    I sintomi dell’appendicite sono molto soggettivi e dipendono da vari fattori, come l’età del paziente, la posizione precisa dell’appendice all’interno dell’addome. In genere però si possono riassumere nei seguenti disturbi: dolore all’addome (che può avere origine dall’ombelico oppure direttamente verso la parte bassa dell’addome, a destra) che peggiora con tosse, starnuti ed altri movimenti bruschi, oltre che con il respiri profondi o con la palpazione che comunemente il medico esegue durante la visita clinica.

    In caso di perforazione e/o peritonite, il dolore si allarga in tutto l’addome. Possono inoltre manifestarsi nausea, vomito, diarrea o stipsi, perdita d’appetito e nelle forme iniziali anche una leggera febbricola costante (max 38°). Se si sospetta un’appendicite è importante rivolgersi ad un medico e se si ritiene opportuno il ricorso anche ad un pronto soccorso.

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