L’anoressia tra le adolescenti è contagiosa, lo ha scoperto studio GB

da , il

    Anoressia contagiosa adolescenti

    Torniamo a parlare di anoressia nervosa, una malattia della mente e del corpo che sembra prediligere vittime adolescenti, a volte davvero poco più che bambine. Di questo male oscuro che porta al rifiuto patologico del cibo (e implicitamente del proprio fisico), soffrono soprattutto le teenagers sensibili ai falsi dettami della moda imperante, che individua in un corpo magrissmo (come quello di certe modelle che vediamo sfilare sulle passerelle o immortalate nei servizi fotografici più glamour), lo standard di perfezione fisica.

    Ebbene, oltre che essere una malattia pericolosa, che può portare alla morte, come ci testimoniano tristi fatti di cronaca anche recenti, l’anoressia è addirittura “contagiosa”, come hanno scoperto i ricercatori della London School of Economics and Political Science (GB).

    Coordinati dalla dott.ssa Joan Costa-Font, gli studiosi hanno condotto una indagine su un campione di 2871 ragazze del Regno Unito di età comprese tra i 15 e i 34 anni, delle quali hanno analizzato abitudini alimentari, misure antropometriche (peso, altezza, girovita ecc.), livello di istruzione e, attraverso appositi questionari, la percezione che avessero del loro corpo, soprattutto in relazione al peso.

    Ebbene, alle ragazze con Indice di Massa Corporea (IMC) inferiore a 17,5 è stata diagnosticata l’anoressia nervosa, e di queste, la maggior parte era stata influenzata, in questo percorso verso il rifiuto ossessivo del cibo, dalle coetanee, a loro volta afflitte da disturbi alimentari. In pratica, le ragazze già malate tendono a “contagiare” le altre, innescando un meccanismo assolutamente deleterio di emulazione.

    “Abbiamo trovato prove che la pressione sociale, attraverso la forma fisica delle coetanee, è un determinante nello spiegare l’anoressia nervosa e nell’indurre nelle giovani una percezione distorta del proprio corpo”, hanno spiegato i ricercatori britannici. Davvero un quadro terribile, su cui si dovrà mettere al più presto mano per rimediare ai danni che la cosiddetta “società dell’immagine” sta operando sulle nuove generazioni.