L’acido folico in gravidanza

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    pillole di acido folico da assumere in gravidanza

    Ogni donna che ha affrontato una gravidanza sa che l’acido folico va assunto con regolarità e precisione, ma non tutte sanno come e perché e soprattutto di cosa si tratta. Cominciamo allora col raccontarvi che l’acido folico è una vitamina del gruppo B, utile sempre da assumere, come tutte le altre vitamine, ma che per il feto diventa un prezioso strumento di prevenzione per patologie gravi e particolari.

    L’importanza dell’acido folico

    Lo scopo principale per cui si assume l’acido folico in gravidanza è quello di contribuire allo sviluppo del condotto neuronale (dei neuroni) nel feto, azione che inizia sin dal momento del concepimento e che si conclude con la formazione della colonna vertebrale. E’ facile intuire dunque come una carenza di acido folico possa essere pericolosa. Assumerne le giuste dosi è utile nella prevenzione di malformazioni del tubo neurale gravissime per la salute (anencefalia o spina bifida ad esempio), ma secondo recenti ricerche scientifiche anche per diminuire il rischio di contrarre il tumore ed andare incontro a diabete e malattie cardiovascolari, nelle mamme. Infine, questa vitamina serve a prevenire l’anemia megaloblastica, una particolare forma di anemia caratterizzata dallo sviluppo anomalo dei globuli rossi, troppo grandi.

    Le giuste quantità di acido folico

    La vitamina in questione (l’acido folico è la sua formulazione di sintesi), serve quindi a molte cose ed in particolare a costruire le cellule dell’organismo futuro. E’ per questo che a partire dal concepimento di un figlio, l’organismo della donna ha bisogno di maggiori quantità di questo nutriente, rispetto a quelle assunte con la normale dieta alimentare. Effettivamente questa vitamina si assume abitualmente con l’alimentazione (l’organismo non ne produce in maniera autonoma): prima della gravidanza il fabbisogno giornaliero è di 0,2 mg, mentre sin dal concepimento ne servono almeno 0,4/0,8 mg. Non basta quindi mangiare asparagi, insalata, agrumi e cereali che ne sono ricchi (attenzione perché durante la cottura se ne perde gran parte), ma diventa fondamentale spesso una integrazione farmacologica. Va inoltre considerato che le malformazioni del tubo neurale si attivano già in epoca embrionale, tra le 4 e le 8 settimane di gestazione. Dunque laddove la gravidanza la si stia cercando, è consigliabile concordare con il proprio ginecologo anche una dieta ottimale o l’eventuale integrazione anche prima di rimanere in stato interessante.

    Acido folico in gravidanza, fino a quando?

    Le società scientifiche internazionali, sottolineano l’importanza dell’assunzione dell’acido folico in quantità 0,4/0,8 mg un mese prima del concepimento e fino al terzo mese per prevenire il 70 % delle malattie del sistema nervoso centrale dei bambini, come l’anencefalia e la spina bifida (tra le malformazioni gravi più comuni). Data la vita e l’alimentazione moderna, non sempre ottimale, spesso possono essere forniti dal ginecologo degli integratori. Continuare dopo i primi mesi di gravidanza l’assunzione di tali integratori sarà una scelta da fare con il medico in base alla propria dieta generale, allo stile di vita e allo stato di salute della futura mamma. Di solito non guasta proseguire fino anche all’allattamento, così come per tutti gli altri integratori che si possono assumere in questo periodo di lavoro intenso per l’organismo delle donne.

    Foto: Amedeo Sanchez Castillo per Flickr