Jet-lag: cosa è e quali sono i sintomi

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    Un viaggio intercontinentale, con dura solitamente qualche ora. Sono momenti di vero relax, in cui ci si può dedicare alla lettura, alla musica, alla visione di un buon film o a quattro chiacchiere tra amiche. Ma arrivate a destinazione sentite che c’è qualcosa che non va. Nausea, insonnia, irregolarità intestinale, inappetenza, perdita dei riflessi ed in alcuni casi anche depressione. Niente paura! E’ la sindrome del Jet-lag o “del fuso orario”. Si avvertono numerosi sintomi, in maniera più o meno gravi. Il tutto è dovuto al cambiamento di fuso orario. O meglio: è causato dalla dissociazione tra il nostro orologio biologico ed i fusi orari percorsi.

    Il ritmo circadiano al quale il nostro organismo è abituato (ovvero quello di alternanza tra il giorno e la notte) è di circa 24 ore. Se si viaggia verso est, diminuiranno le ore di buio e ne risentiremo maggiormente. Verso ovest invece aumenta il buio, quindi basterà dormire un poco di più per riequilibrare il tutto.

    Il tutto dura dai 2-3 giorni ai 5-6: dipende da quanto è stato il cambiamento di fuso orario. Sono tanti i fattori che influenzano questa sindrome e la gravità dei disturbi correlata. Anche l’età sembra giocare un ruolo decisivo: pare infatti colpisca maggiormente le persone sopra i 50 anni.

    In genere si recuperano dai 60 ai 90 minuti al giorno. Poi tutto torna nella norma. Finiranno anche i disturbi del sonno e la vostra mente tornerà efficiente come prima. Insomma amiche sarete pronte ad affrontare il resto della vacanza nella forma più perfetta, o al contrario tornare alla vostra vita quotidiana per raccontare lo splendido viaggio appena concluso. Potrete riporre nel cassetto il passaporto sanitario, pronto per la prossima avventura.