Italiani sempre più aggressivi e a rischio depressione. Allarme del CENSIS

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    Aggressivi, con poco autocontrollo e sempre sull’orlo della depressione. Italiani alla deriva? Questo quadro desolante, è quello che fotografa il CENSIS, l’istituto di statistica che fornisce un’immagine impietosa della popolazione del Belpaese, sempre più vittima del proprio narcisismo e di un’ansia distruttiva verso piaceri effimeri che portano solo al vuoto dell’anima. Se non fosse per la fonte, davvero autorevole, sembrerebbe il sermone di un qualche pastore metodista, o di qualche sacerdote troppo severo, pronto a tuonare contro la deriva morale della società del benessere.

    Ma, invece, le percentuali, ci dicono che ahimè, se non provvediamo quanto prima a modificare la scala delle nostre priorità e dei nostri valori di riferimento, finiremo davvero per sopravvivere annaspando tra antidepressivi (il cui consumo ha subito un’impennata) e stordimenti “virtuali” senza senso. Ma veniamo alle cifre, che come sempre parlano da sole e dicono molto più di qualunque commento.

    Il relativismo e l’autoreferenzialità imperano: l’85,5% degli italiani si ritiene arbitro unico delle proprie scelte di comportamento; il divertimento a base di trasgressione è vincente per il 44,8% dei giovani; circa la metà ritiene che difendersi con le “cattive” sia legittimo, e che il fine giustifichi i mezzi (e accetti di scendere a compromessi), è giudicato normale dal 46, 4% del campione. Le forme di aggressività negli ultimi anni (2004-2009) sono aumentate di molto: + 35% per minacce e insulti, + 26,5% per percosse e lesioni varie, + 26,3% per i reati sessuali.

    E ancora, se il controllo delle pulsioni viene meno, anche l’equilibrio psichico ne risente: il consumo di antidepressivi è aumentato, tra il 2001 e il 2009, del 114%. In compenso, ci piace tanto relazionarci “virtualmente”, cosa che inchioda davanti allo schermo del pc, a interagire con gli amici di Facebook, per 1 ora al giorno (di media) ben 19 milioni di italiani.

    Pieni di amici, ma privi di autostima: le donne che soffrono di disturbi gravi dell’alimentazione (come bulimia e anoressia) sono 200mila, e gli italiani che hanno fatto ricorso alla chirurgia plastica quasi mezzo milione. Concludo questo bollettino poco incoraggiante sullo stato di salute sociale e psicologico degli italiani, con il commento del CENSIS stesso, su cui, ognuno di noi, dovrebbe fare una attenta riflessione:

    “Siamo una società in cui sono sempre più deboli i riferimenti valorali e gli ideali comuni, in cui è più fragile la consistenza dei legami e delle relazioni sociali. In questa indeterminatezza diffusa crescono comportamenti spiegabili come effetto della pervasiva sregolazione delle pulsioni, risultato della perdita di molti dei riferimenti normativi che fanno da guida ai comportamenti”.