Italiani longevi, ma pigri e depressi secondo ultimo Rapporto nazionale sulla salute

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    Italiani longevi depressi

    Sempre più longevi, ma anche depressi e troppo sedentari, così gli italiani del terzo millennio, fotografati nel più recente Rapporto nazionale sulla Salute della popolazione dello stivale e commissionato dal Ministero della Sanità. Insomma, luci, certo, ma anche tante ombre e lo spettro della crisi che si aggira, intaccando il trend finora sempre positivo delle nostre aspettative di vita, almeno relativamente alla qualità della stessa. Comunque, gli italiani battono tutti i record europei di longevità con queste medie altissime: 78,8 anni per gli uomini e ben 84,1 anni per le donne. Davvero un’ottima notizia, che dipende sostanzialmente dalla buona qualità (ci lamentiamo, ma evidentemente non dovremmo) del nostro sistema sanitario.

    Infatti si riduce la mortalità causata da malattie prima considerate letali, come i tumori (contro i quali si combatte con sempre maggiore efficacia), pensate che tale riduzione si stima nelle percentuale del 20% per gli uomini e del 10% per le donne, e questo solo negli ultimi 20 anni. Ecco cosa si legge, a tal proposito, nel Rapporto (che è relativo al biennio 2009-2010): “Si prevede che nel 2010, in Italia, si verifichino circa 122mila decessi per tumore fascia di età 0-84 anni, di cui il 59% costituito da uomini (circa 73mila).

    Tale cifra è il risultato della progressiva riduzione della mortalità per tumore, attesa anche per i prossimi anni in entrambi i sessi. Il risultato complessivo, nel periodo 1998-2005, è quello di un trend in riduzione della mortalità per tutti i tumori”. L’aumento della lunghezza della vita media però, fa dell’Italia un Paese anziano, in cui gli over 65 costituiscono oltre il 20% su una popolazione totale di 60 milioni di abitanti.

    Secondo il Rapporto, inoltre, nel 2010 il gap negativo tra nascite e decessi è pari a 25544 unità, e per fortuna che a tamponare il calo della natalità ci pensano gli immigrati, anche se proprio nel 2010 si è registrato un notevole decremento degli arrivi. Per quanto riguarda lo stile di vita, seppur longevi, gli italiani sono incredibilmente sedentari e pigri (più al sud che al nord), ma anche depressi, pensate che nell’ultimo decennio il consumo di antidepressivi è raddoppiato.

    Purtroppo fumiamo ancora tanto, e le sigarette sono causa di patologie mortali per una media che oscilla tra i 78mila e gli 83mila decessi all’anno. In calo, però, le malattie cardiache (dal 1980 la mortalità è scesa del 60%), che restano comunque la prima causa di morte, superando il cancro. In definitiva, il quadro è certamente luminoso, anche se possiamo fare di più (innanzi tutto imparando noi per primi a prenderci cura della nostra salute) per migliorare la qualità, se non la durata, della nostra vita.

    Dolcetto o scherzetto?