Italiani bocciati in contraccezione, pochissimi usano i nuovi metodi

da , il

    Italiani contraccezione

    Sembra proprio che in tema di contraccezione gli italiani siano poco e male informati. Forse per pigrizia, tabù o timori, i nostri connazionali non sembrano interessati granché ad usufruire dei nuovi e sempre più efficaci metodi anticoncezionali, come i dispositivi ormonali sottocutanei, ad esempio. Anche nell’uso della pillola, specie di quelle di ultima generazione, le italiane si classificano al penultimo posto in Europa, continuando ad avvalersi, per evitare una gravidanza indesiderata, dei sistemi tradizionali come il sempre valido preservativo e il non affatto valido coito interrotto. Questo il quadro dipinto dai ginecologi dell’Agui (Associazione Ginecologi universitari italiani) durante il Congresso svoltosi il 12 aprile a Montecatini Terme. Vediamo cosa è emerso in tema di contraccezione.

    Contraccezione, perché è utile informarsi

    Ci sono ancora delle resistenze notevoli, in termine di contraccezione, tra la popolazione femminile italiana, che a volte decide di non affrontare il problema, e di affidarsi a sistemi un po’ empirici, piuttosto che prendersi pienamente e consapevolmente la responsabilità di “gestire” la propria sessualità e, naturalmente, anche la propria fertilità. Che sia un discorso di scarsa informazione, piuttosto che di interiore blocco, il risultato è che ancora poche donne si recano dal proprio ginecologo e nei (pochi) consultori rimasti, per informarsi sui nuovi metodi anticoncezionali, che sono sempre più conformi alle esigenze di protezione (dalle gravidanze indesiderate), ma anche di aiuto per la salute intima. Le pillole di nuova generazione, ad esempio, sono più “leggere” di quelle del passato, ma anche formulate in modo da contrastare problematiche femminili anche molto sgradevoli e fastidiose, come le mestruazioni troppo abbondanti e dolorose, la sindrome dell’ovaio policistico, la malattia infiammatoria pelvica, persino l’endometriosi. “Noi esperti ci auguriamo che le donne comprendano maggiormente la necessità di affidarsi ai consigli del proprio ginecologo in modo da affrontare in modo sereno e consapevole le proprie scelte in materia di contraccezione”, ha commentato il Presidente dell’Agui, Massimo Moscarini, a proposito della scarsa fiducia delle italiane nei confronti dei contraccettivi orali. Sono spesso le adolescenti, peraltro, a non avere una buona conoscenza dei metodi anticoncezionali ideali per loro.

    Contraccezione, focus sulle giovanissime

    A proposito delle giovanissime, che cominciano la loro vita sessuale spesso in modo non proprio consapevole, capita che si espongono al rischio di una gravidanza indesiderata perché hanno paura degli effetti collaterali della pillola, come il possibile aumento di peso, la ritenzione idrica o il calo del desiderio. Anche di questo si è parlato nel corso del congresso, ponendo inoltre l’accento sull’insuccesso dell’anello vaginale Nuvaring, un metodo contraccettivo ideale e poco conosciuto: “Il counselling deve essere particolarmente preciso nell’ottica di illustrare che un metodo con minor effetti collaterali può essere meno efficace e quindi comportare una gravidanza indesiderata. In particolare, dovrebbe essere spiegato che la contraccezione per via vaginale - ha spiegato Moscarini – il cui effetto è indipendente dall’assorbimento gastrointestinale e quindi non compromesso dall’eventuale comparsa di nausea, vomito o da interferenze con antibiotici, non espone alla diminuzione dell’efficacia contraccettiva della pillola classica in caso di dimenticanza di assunzione”. Tutte qualità che dovrebbero essere conosciute e prese in considerazione quando si decide di quale sistema anticoncezionale avvalersi. In ogni modo, il consiglio è sempre lo stesso: informatevi! I sistemi ci sono, e sono validi, usarli permette alle giovani donne di vivere pienamente la sessualità, sapendo di poter smettere (per una eventuale gravidanza voluta e cercata), in ogni momento.