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Isterectomia: le tecniche chirurgiche

Isterectomia: le tecniche chirurgiche
da in Ginecologia, Interventi chirurgici, Tumore al collo dell'Utero, Tumori
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    single port


    single port
    L’isterectomia è un intervento chirurgico con forti implicazioni emotive nella donna che vi si sottopone: consiste nell’asportazione dell’utero a causa, nella maggior parte di volte di un tumore, in altre di problematiche benigne ma che comunque incidono negativamente sulla qualità della vita della paziente stessa. Se a tutto ciò aggiungiamo l’invasività del bisturi possiamo renderci conto di quanto sia difficile affrontare questa operazione. Ma le tecniche chirurgiche si sono raffinate nel tempo, divenendo mininvasive e favorendo un recupero post operatorio sicuramente più rapido. Il tutto grazie alla tecnologia e allo sviluppo di strumentazioni come il Robot da Vinci.

    E’ una novità piuttosto recente quella che vede l’utilizzo della robotica per realizzare un’isterectomia. In particolare, di recente in Italia, presso l’AUOP (Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana) è stata messa a punto e praticata già con successo la tecnica “single port” che prevede, anziché il taglio a cielo aperto, il passaggio della strumentazione e la successiva asportazione dell’utero attraverso un unico foro, nell’ombelico. Si tratta di un primato mondiale e per questo motivo nel corso del prossimo Congresso della Sergs-Società europea di chirurgia robotica ginecologica, in programma a Marsiglia dal 13 al 15 giugno (Cercle Militaire de Garnison), il team guidato dal dottor Vito Cela, ripeterà l’intervento in streaming sul sito della stessa società scientifica. Una modalità di formazione per i chirurghi circa le nuove acquisizioni robotiche in sala operatoria.

    Ma cosa si intende quando si parla di chirurgia robotica? Di certo non di un automa che opera al posto di un medico, ma semplicemente di un chirurgo che interviene sul paziente, assistito (o grazie all’utilizzo) da strumentazioni robotiche, bracci meccanici capaci di realizzare incisioni precise al decimo di millimetro guidate dall’esperto da una consolle, con un joystick. Il robot Da Vinci (che nonostante il nome è un prodotto della tecnologia statunitense), si manovra proprio in questo modo: i suoi bracci meccanici non hanno il tremore fisiologico (seppur impercettibile) della mano del chirurgo, e la telecamera incorporata favorisce la ripresa di immagini dirette dell’interno del corpo, visibili in 3D sul monitor dal medico e sicuramente più pulite, nitide, perché soggette a minore sanguinamento vista la mininvasività. La medicina italiana ancora una volta si dimostra nella sua eccellenza, troppo spesso dimenticata.

    Fonte: Auop

    Le tecniche chirurgiche per l’isterectomia

    isterectomia le tecniche chirurgiche

    L’isterectomia è un’operazione chirurgica consistente nell’asportazione dell’utero.

    A seconda delle cause che hanno portato alla necessità dell’intervento di isterectomia, della salute generale e dell’età della paziente oltre che dell’esperienza professionale del medico che opera, la tecnica prescelta può variare molto. L’approccio più comunemente utilizzato è quello tradizionale, definito isterectomia addominale o “a cielo aperto”: l’utero viene rimosso facendolo passare dalla pancia, dove è stata fatta un’incisione di pochi centimetri.

    E’ necessario il ricovero in ospedale (almeno di 48 ore). Permane la cicatrice. In alternativa, nel restante 30% della casistica generale, si effettua la cosiddetta isterectomia Mip (Procedura Minimamente Invasiva). Questa a suo tempo può essere vaginale (con taglio sulla vagina da cui viene fatto passare l’utero e dopo il quale non rimane cicatrice visibile esteriormente), attraverso la strumentazione laparoscopica o con l’assistenza di un robot-chirurgo, come il Da Vinci.

    Questa metodica poco invasiva, la mip per l’appunto, offre numerosi vantaggi: non ci sono cicatrici esterne, la degenza è più breve ed il recupero post operatorio più rapido, minori i rischio di infezioni intra-operatorie. Anche i costi per il servizio sanitario nazionale sono decisamente più bassi rispetto all’isterectomia addominale. Non tutte le donne però possono esservi sottoposte. La valutazione generale pre-operatoria è fondamentale. Ma se doveste trovarvi nella condizione di dovervi sottoporre a questo intervento chirurgico, chiedete al medico se siete candidate idonee alla Mip oppure no, sia che il vostro intervento sia dovuto ad un fibroma uterino o ad altro.

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