Insufficienza renale: quando diventa cronica

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    Insufficienza renale

    L’insufficienza renale, una malattia seria che può avere conseguenze pesanti sulla qualità della vita delle persone colpite. Di cosa si tratta e, soprattutto, quando diventa cronica? I reni, si sa, svolgono un ruolo fondamentale: eliminano l’eccesso di acqua e sale, introdotti nell’organismo attraverso gli alimenti, e le scorie del metabolismo, facilitano la regolazione della pressione arteriosa, provocando o impedendo l’insorgere dell’ipertensione. Ma la salute dei reni per moltissime persone è in pericolo e la diffusione delle malattie renali è in costante aumento. Ma cerchiamo di saperne di più.

    Cos’è l’insufficienza renale

    Tutta questione di capacità di filtrare dei reni che diminuisce sensibilmente. Capacità che riducendosi provoca la ridotta o mancata eliminazione delle scorie metaboliche, degli eccessi di acqua e di sale. Ma non solo. Da non sottovalutare anche altre conseguenze o effetti collaterali che dir si voglia, come l’ipertensione, l’anemia e la carenza di calcio per esempio. L’insufficienza renale, con il tempo, rischia di diventare cronica e, di conseguenza, di provocare irrimediabilmente la perdita completa della funzione renale.

    Come si riconosce

    Inizialmente, nelle sue fasi di esordio, l’insufficienza renale non presenta sintomi facilmente individuabili, rendendo la diagnosi tempestiva spesso difficoltosa. La sintomatologia più evidente tende a farsi strada in un secondo momento, quando parte della funzione dell’organo risulta già compromessa.

    Esistono alcuni campanelli d’allarme da non sottovalutare, come: il cambiamento di colore delle urine, scure o rosso sangue oppure costantemente chiare e trasparenti come l’acqua; l’incremento della quantità di urina, soprattutto durante la notte, e la sete intensa; la comparsa di un insolito e improvviso gonfiore ai piedi; l’aumento della pressione sanguigna; la presenza di bruciori e difficolta a urinare, di un senso frequente di malessere e di mal di testa ricorrente,

    Le cause e i fattori di rischio

    L’insufficienza renale è più frequente nei soggetti ultra sessantenni che soffrono di ipertensione arteriosa e di diabete. Il diabete, infatti, è da considerare un fattore di rischio perché affatica ulteriormente i reni. Allo stesso modo vanno annoverati tra i fattori di rischio anche il fumo e l’obesità, che favoriscono il malfunzionamento dei reni, i calcoli renali e la presenza di ricorrenti infezioni urinarie, che possono influire negativamente sulle funzioni renali, così come l’abuso di farmaci o l’ostruzione delle vie urinarie.

    La diagnosi e il trattamento

    Per diagnosticare l’insufficienza renale in modo tempestivo, evitando che diventi cronica, è consigliabile ripetere periodicamente alcuni semplici esami, come quelli del sangue e delle urine, per verificare lo stato dei reni. In particolare, vanno effettuati l’esame delle urine fresche, finalizzato a ricercare la presenza di sangue anche in minime quantità, di albumina e di altre proteine del sangue e di globuli bianchi, e la clearance della creatinina.

    Diagnosticata la malattia renale, ne va individuato e distinto lo stadio. Se si tratta di insufficienza renale cronica a uno stadio importante, non restano molte alternative. Diventa necessario sopperire alla perdita della funzione renale con il trapianto di rene o con la dialisi. Dialisi, che consente il filtraggio del sangue attraverso una macchina apposita e che può essere di tipo extracorporeo o peritoneale.