Inquinamento indoor: 6 regole per combatterlo

Troppo spesso siamo portati a pensare che l’inquinamento dell’aria in città, tra le strade, sia altamente pericoloso e pressante. Ed è vero, lo confermano anche numerose ricerche scientifiche. Ma quello sul quale si riflette ancora troppo poco è il cosiddetto inquinamento indoor, ovvero quello dell’aria che respiriamo all’interno della nostra casa, della scuola, dell’ufficio, della palestra o dei negozi del centro commerciale: ovvero gli ambienti in cui passiamo quasi tutto il tempo. Ebbene l’aria qui è spesso più contaminata che fuori!
Gli inquinanti chimici indoor
Tra gli inquinanti chimici presenti in ambienti indoor troviamo i cosiddetti COV (Composti Organici Volatili): questi rappresentano un ambito pericoloso perché numerose le sorgenti da cui originano, ma anche per il rischio igienico-sanitario che comportano. In Italia non esiste una normativa univoca circa il controllo ed il monitoraggio di questi agenti inquinanti e tale aspetto è stato al centro di un convegno presso l’ISS (Istituto Superiore di Sanità): dove sono state tracciate delle linee di intervento utili.
Dove sono nascosti gli inquinanti indoor?
Ha spiegato Sergio Fuselli, coordinatore del GdS (Gruppo di Studio Nazionale) sull’inquinamento indoor del Dipartimento Ambiente e Connessa Prevenzione Primaria dell’ISS: “i COV sono contenuti nei prodotti per la pulizia della casa, degli uffici e di tutti gli ambienti di vita, ma anche nelle pitture, vernici e smalti che si utilizzano quotidianamente, nelle candele profumate e nei bastoncini d’incenso, nei vestiti e nella tappezzeria sottoposti a lavaggio a secco, nell’utilizzo di stufe a legna e caminetti, e ovviamente, nel fumo di sigaretta. Non solo: il buon odore di un mobile nuovo o di un deodorante nell’automobile, non è altrettanto “buono” per il nostro organismo, che attraverso le vie respiratorie viene esposto ad una serie di inquinanti, da tempo riconosciuti come cancerogeni“. L’inquinamento domestico (o confinato) peggiora se non ci sono livelli di areazione adeguati. Occorre maggiore consapevolezza da parte della popolazione nell’utilizzo di alcuni prodotti ad uso quotidiano, ma anche nel progettare e mantenere i sistemi di ventilazione igienicamente in sicurezza.
Migliorare la qualità dell’aria in 6 mosse
I prodotti per l’igiene e la pulizia della casa, vanno usati seguendo le indicazioni sulle etichette; limitando l’utilizzo dei deodoranti, soprattutto se con spray propellenti; non mescolare candeggina con acido muriatico o ammoniaca: i vapori che si sviluppano sono tossici. Vernici smalti e pitture in genere: soprattutto ci si riferisce alle pitture che utilizzano solventi. In qiesti casi gli ambienti vanno areati fino alla scomparsa dell’odore. E’ consigliabile usare pitture e vernici ad acqua. Indumenti e tappezzerie: dopo il lavaggio a secco vanno messi all’aria aperta prima di utilizzarli. I mobili in generale sono invece trattati con formaldeide, anch’essa cancerogena: dunque quando sono nuovi l’ambiente va areato spesso e più a lungo possibile. Anche gli spray contro la polvere possono contenere formaldeide: è sempre meglio usare un panno in microfibra per spolverare, magari inumidito, affinché raccolga polvere senza disperderla nell’aria, cosa consigliata soprattutto in caso di asma dovuta ad acari della polvere. I fornelli della cucina vanno controllati spesso, ed è importante areare mentre si cucina: la fiamma brucia ossigeno. E’ bene infine limitare l’uso di stufe a legna (o a biomassa): nella combustione emettono benzene, come pure le candele profumate ed i bastoncini d’incenso.
Fonte: ISS
Foto: Elisa Gianni per Flickr
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Mar 26/06/2012 da Cinzia Iannaccio in Inquinamento Indoor




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