Iniezione di progestinici anticoncezionale: cos’è, come funziona ed effetti collaterali

L'iniezione di progestinici è un altro metodo contraccettivo ormonale, molto diffuso in America ma poco in Italia. Questo sistema anticoncezionale prevede una semplice iniezione intramuscolare, che viene eseguita ogni tre mesi dal medico, e che garantisce l'inibizione dell'ovulazione trimestrale. Può avere alcuni effetti collaterali come l'irregolarità delle mestruazioni e un indebolimento delle ossa, ma ha il vantaggio di proteggere dall'insorgenza del cancro all'utero e di poter essere usato anche durante l'allattamento.

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    Iniezione di progestinici anticoncezionale: cos’è, come funziona ed effetti collaterali

    Cos’è, come funziona e quali sono i possibili effetti collaterali dell’iniezione di progestinici? Tra i vari anticoncezionali femminili che si possono utilizzare e che si trovano in commercio, uno di quelli che garantisce la più alta percentuale di sicurezza nell’evitare una gravidanza indesiderata è costituita dalle iniezioni anticoncezionali, appunto di progestinici. Questa pratica, in America chiamata comunemente the shot, presenta lo stesso funzionamento della pillola, e di altri contraccettivi ormonali, ma anche i medesimi effetti collaterali.

    Cos’è l’iniezione di progestinici

    Le iniezioni di progestinici sono un metodo contraccettivo basato sull’immissione intramuscolare di una sostanza ormono-simile, analoga al progesterone. Come altri metodi contraccettivi ormonali, inibisce la capacità mensile della donna di ovulare.

    La sostanza usata nell’iniezione è il medrossiprogesterone acetato, una formulazione a lunga durata d’azione utilizzata anche come contraccettivo orale, nelle endometriosi ed in generale in endocrinologia ginecologica.

    L’inattività ovarica indotta dalle iniezioni di progestinici è uno dei vantaggi più rilevanti di questo metodo anticoncezionale, che, insieme all’ispessimento del muco cervicale, rende questo metodo uno dei contraccettivi più sicuri, con un successo pari al 99.7%.

    Tuttavia, come nel caso di altri contraccettivi diversi dal preservativo, l’iniezione di progestinici non protegge dalle malattie sessualmente trasmissibili, per le quali è quindi necessario far ricorso ad altre tecniche di protezione.

    Come funziona

    L’iniezione di progestinici dev’essere effettuata dal proprio ginecologo 1 volta ogni 3 mesi. L’efficacia di questo anticoncezionale è quasi del 100% a patto di reiterare la somministrazione con regolarità ogni 12 settimane. Dopo ogni trimestre, la donna potrà comunque decidere se continuare o meno a proseguire con l’iniezione.

    La sede di iniezione non deve essere massaggiata perché aumenterebbe la quantità assorbita. I livelli ormonali, efficaci per la contraccezione, sono di solito raggiunti già nelle prime 24 ore dopo l’iniezione e sono conservati per almeno 14 settimane, anche se i livelli possono rimanere efficaci fino a 16 settimane. Se l’intervallo tra le iniezioni è maggiore di 16 settimane, è necessario eseguire un test di gravidanza per escluderla prima che la successiva iniezione venga effettuata.

    Se l’iniezione viene eseguita entro i primi 5-7 giorni del ciclo mestruale, l’efficacia contraccettiva è di norma immediatamente assicurata. Se non viene avviata durante questo lasso di tempo, deve essere utilizzato, contemporaneamente per 7 giorni, un metodo contraccettivo alternativo.

    Inoltre, l’iniezione di progestinici può anche essere fatta subito dopo un aborto, spontaneo o indotto, o dopo il parto indipendentemente dallo stato di allattamento al seno.

    Tutti i benefici

    L’alta sicurezza contraccettiva dell’iniezione di progestinici è tale da essere addirittura più efficace della pillola anticoncezionale. Ma il suo uso è ancora molto limitato, soprattutto in Italia, a causa dei possibili effetti collaterali che derivano da un uso prolungato.

    Tuttavia, i possibili effetti benefici della puntura anticoncezionale non sono da sottovalutare, infatti il Medrossiprogesterone acetato è un progestinico di sintesi, nato originariamente come farmaco oncologico contro il tumore all’endometrio. Vediamo quali sono i suoi principali vantaggi:

    • efficacia contraccettiva di tre mesi
    • non dev’essere assunto quotidianamente
    • utile per il trattamento di disturbi ginecologici, quali ipermenorrea, polimenorrea, metrorragia, amenorrea
    • non è composto da estrogeni
    • riduzione dei fastidi mestruali e delle anemie
    • protezione dal cancro dell’endometrio e dell’utero
    • può essere utilizzato durante l’allattamento

    Comuni effetti collaterali

    Come tutti i contraccettivi a base ormonale, anche l’iniezione di progestinici presenta degli effetti collaterali da tenere in considerazione.

    Il sintomo principale delle prime iniezioni riguarda lo sviluppo di un flusso mestruale irregolare, con modalità variabili da soggetto a soggetto. Il ciclo, in molti casi, si può interrompere oppure avere variazioni nella durata e nell’intensità.

    Tuttavia, l’interruzione è comune quando l’assunzione è prolungata: si verifica infatti una condizione di riposo a livello ovarico che frena l’ovulazione, tendenzialmente però il ciclo riprende con regolarità dopo 6-18 mesi dall’interruzione delle iniezioni. Altri possibili effetti collaterali, simili a quelli di altri metodi contraccettivi ormonali, sono:

    • alterazioni del peso
    • spotting
    • turgore mammario
    • nervosismo
    • sanguinamenti vaginali
    • problemi gastrici
    • mal di testa
    • stanchezza
    • nausea

    Iniezioni di progestinici e ossa

    L’uso di medrossiprogesterone acetato, attraverso le iniezioni anticoncezionali, può inoltre indurre la diminuzione di calcio a livello osseo, uno dei fattori che porta all’osteoporosi, una patologia prevalentemente femminile.

    Questo metodo non dovrebbe essere usato per più di 2 anni consecutivi, perché può provocare una diminuzione temporanea della densità ossea. Maggiore è la durata delle iniezioni, più la massa ossea diminuisce.

    Tuttavia, le ossa ricominciano a crescere una volta interrotte l’uso del farmaco. Pertanto, le iniezioni di progestinici, se assunte per un lungo periodo, possono far aumentare il rischio di fratture e osteoporosi.

    Chi può utilizzarlo

    Le iniezioni di progestinici sono consigliate a tutte le donne che desiderino una contraccezione di lunga durata, a coloro che sono intolleranti agli estrogeni, o che desiderano una contraccezione assolutamente efficace nel post partum, durante l’allattamento.

    Poiché l’uso di soli progestinici può portare a una riduzione della densità minerale ossea, esistono riserve sulle iniezioni in donne di età inferiore a 18 anni o superiore a 45 anni e per chi è già a rischio di osteoporosi.

    Esistono però degli svantaggi che è necessario tener conto per decidere se scegliere la contraccezione intramuscolare o meno. Innanzitutto la necessità di ricevere l’iniezione ogni 12 settimane con poco margine di errore, se si sforano infatti le tre settimane a tre mesi dalla prima assunzione, termina la protezione e diventa necessario ricorrere ad altri sistemi contraccettivi.

    Un altro svantaggio riguarda la non immediata reversibilità del metodo: è possibile, infatti, che dopo un anno dall’interruzione delle iniezioni si potrebbero avere difficoltà a rimanere incinta, ma può anche accadere che gli effetti collaterali durino oltre il tempo di assunzione.

    Da ricordare, inoltre, che le iniezioni di progestinici non possono essere concomitanti a particolari situazioni patologiche, come i problemi di sovrappeso, diabete, fenomeni di depressione, difficoltà epatiche, fenomeni di coagulazione sanguigna a livello della circolazione oculare o polmonare.

    Come assumerlo

    Il farmaco è somministrato per iniezione intramuscolare ogni tre mesi nella dose di 150 mg, a livello dei glutei o delle spalle. Prima di cominciare la terapia è importante che il medico effettui una serie di esami diagnostici e analizzi la storia clinica della paziente e della sua famiglia.

    Gli esami riguardano il controllo della pressione, del peso, lo screening mammario, l’esame pelvico e il PAP test. Il costo della puntura contraccettiva si può notevolmente discostare da quello della pillola, infatti si aggira tra i 30 e i 75 euro per iniezione.

    Diffusione in Italia

    Mentre in altre parti del mondo le iniezioni di progestinici sono diffuse e utilizzano diversi farmaci, al momento in Italia l’unica iniezione anticoncezionale possibile è quella con il già citato medrossiprogesterone acetato da 150 mg.

    Per ora il farmaco non è ancora stato registrato con l’indicazione di contraccettivo, quindi va usato sotto specifica responsabilità del medico che deve effettuare la terapia in accordo con uguale responsabilità della paziente adeguatamente informata. Questo rende le inoculazioni di progestinici scarsamente diffuse e attuabili.