Influenza: lo starnuto? Una bomba da 16mila virus!

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    Uno starnuto può sembrare innocuo: in realtà è una bomba ad orologeria che può sprigionare nell’aria fino a 16mila particelle di virus influenzali. Queste possono continuare ad aleggiare nell’aria anche per diverse ore, rappresentando una minaccia per chiunque le inspiri inconsapevolmente. La prova scientifica arriva grazie allo studio di un gruppo di ricercatori del Virginia Polytechnic Institute and State University, negli Stati Uniti.

    Il team di studiosi ha effettuato un’analisi di campioni di aria precedentemente prelevati da contesti “a rischio”: come la sala ti attesa di una clinica, alcuni asili nido e la cabina di un aereo. Il risultato? Ben il 50% dei campioni d’aria osservati dagli esperti era “impregnato” di goccioline contenenti particelle di virus, con una media complessiva di quasi 16mila particelle per ogni campione analizzato.

    Le goccioline in questione hanno un diametro compreso tra gli 0,5 e i 5 micron e sono quindi ancora più piccole delle gocce prodotte dall’aerosol. Data la dimensione e il peso molto ridotti, le “gocce infette” possono rimanere sospese nell’aria anche per alcune ore, a “portata di naso” di qualsiasi malcapitato che si trovi a inspirarle inconsapevolmente. “Con queste concentrazioni di virus – ha precisato la dotteressa Linsey Marre, a capo della ricerca – è sufficiente che una persona inali aria per circa un’ora, per contrarre l’infezione”. Dunque, fortunatamente, non basta inalare per qualche secondo le goccioline per ammalarsi, ma è necessario continuare a respirare aria infetta per almeno un’ora: una situazione che però è molto più frequente di quanto si possa credere.