Influenza 2017/2018: come sarà, i sintomi, la prevenzione e le cure

Come sarà l’influenza in arrivo? Quali saranno i sintomi, le cure e come fare prevenzione? Il Ministero della Salute ha diffuso una circolare contenente le raccomandazioni per la prossima stagione influenzale, spiegando quando è consigliabile il vaccinarsi, chi sono i soggetti a rischio influenza e quali accorgimenti si rivelano più efficaci.

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    Influenza 2017/2018: come sarà, i sintomi, la prevenzione e le cure

    L’influenza è una malattia che ricorre ad ogni stagione invernale ma è difficile prevederne la durata media e l’entità con cui si presenterà. L’anno scorso la stagione influenzale è stata caratterizzata da un’incidenza di media entità e ha registrato ben 162 casi gravi e 68 decessi, per questo motivo è bene iniziare a prevenire la possibilità di contrarre l’influenza. Ma come proteggersi?

    Le cause che provocano l’influenza

    L’influenza sorge a causa del Orthomixovirus; un virus di cui sono stati identificati tre tipi principali, chiamati A, B e C.

    • Il virus A è quello che causa la sintomatologia più grave ed è il responsabile di epidemie importanti.
    • Il virus B è meno diffuso e, solitamente, è responsabile di sintomi più lievi.
    • Il virus C porta con sé un’influenza molto lieve, con sintomi simili a quelli di un raffreddore e di scarsa rilevanza.

    Questo virus, nelle sue tre forme principali, può cambiare e evolvere continuamente, per questo motivo è necessario vaccinarsi ogni anno perché, ad ogni nuova stagione influenzale, si corre il rischio di ammalarsi dal momento che gli anticorpi sviluppati in seguito alla vaccinazione dell’anno precedente non sono sempre sufficienti a proteggerci dal nuovo virus.

    La prevenzione: misure di igiene

    La prima cosa da fare per proteggersi durante la stagione influenzale è quella di adottare alcuni piccoli accorgimenti che possono diminuire le possibilità di contagio. L’influenza viene trasmessa per via aerea, quando qualcuno tossisce o starnutisce vicino a noi, o per contatto, se ci sono residui di secrezioni sulle mani di chi ha contratto il virus. Fondamentale, quindi, lavarsi bene le mani e coprire bocca e naso quando si starnutisce.

    Lavarsi spesso le mani è un gesto sottovalutato che molto spesso può fare la differenza.

    La prevenzione: vaccino antinfluenzale

    Fortemente consigliato dal Ministero della Salute è il sottoporsi al vaccino antinfluenzale: per la stagione in arrivo si prevede di vaccinare almeno il 65% della popolazione e, in particolare, i soggetti più a rischio: coloro che che hanno superato i 65 anni di età o chi ha un sistema immunitario debilitato a causa di patologie preesistenti.

    Oltre a queste due categorie, il vaccino è fortemente consigliato anche alle donne al secondo e terzo trimestre di gravidanza, ai familiari dei soggetti ad alto rischio, agli addetti ai servizi pubblici e a chi, per motivi di lavoro, si trova a contatto con animali.

    Quando vaccinarsi

    Per i soggetti a rischio o che svolgono attività di particolare valenza sociale il vaccino è gratuito, per tutti quelli che vogliono vaccinarsi sarà disponibile in farmacia. È consigliabile vaccinarsi all’inizio della stagione autunnale; le campagne antinfluenzali partiranno dalla metà di ottobre e si protrarranno fino a fine dicembre, ma a è bene ricordare che la protezione indotta dal vaccino comincia due settimane dopo la vaccinazione e dura per un periodo di sei-otto mesi, quindi è meglio vaccinarsi ai primi di ottobre.

    Controindicazioni del vaccino

    Il vaccino antinfluenzale non deve essere somministrato ai neonati al di sotto dei sei mesi e alle persone allergiche a qualche componente del vaccino.

    Il vaccino non è controindicato, nonostante molti lo pensino, in periodo di allattamento o in caso di HIV.

    Periodo di incubazione e durata dell’influenza

    L’incubazione della malattia è il periodo di tempo che passa dal momento in cui si contrae il virus al momento in cui iniziano a manifestarsi i primi sintomi. Nel caso dell’influenza in arrivo, il periodo di incubazione può variare tra le 18 ore e i 3 giorni, mediamente compare dopo due giorni.

    Da quando si notano i primi sintomi, invece, l’influenza dura in media 5-7 giorni, con il protrarsi dei sintomi più comuni, come tosse, raffreddore e mal di gola, anche per due settimane.

    Influenza: i sintomi più comuni

    I sintomi più comuni sono:

    L’influenza può presentarsi con o senza febbre; solitamente la febbre si presenta entro le prime 24 ore e dura due o tre giorni poi inizia a diminuire.

    Le possibili complicanze dell’influenza

    Sebbene i sintomi più comuni siano di lieve entità, è possibile che nei soggetti più a rischio, come anziani, bambini, pazienti con malattie croniche, asmatici o donne in gravidanza, l’influenza provochi alcune complicanze più gravi.

    Tra le più frequenti, ci sono quelle legate al sistema respiratorio:

    La complicazione più frequente è la polmonite batterica; solitamente compare al termine del periodo influenzale, quindi, dopo quello che appare come un miglioramento perché i sintomi influenzali iniziano a regredire, può invece comparire la febbre accompagnata da tosse e difficoltà respiratoria.

    L’influenza in gravidanza

    Durante una gravidanza che non presenti particolari complicanze, contrarre l’influenza non rappresenta generalmente un rischio per il bambino. Tuttavia la gravidanza aumenta le possibilità di ammalarsi, per questo motivo alle donne in dolce attesa è consigliato sottoporsi al vaccino e adottare tutti gli accorgimenti possibili per evitare il virus.

    In caso di influenza con febbre i rischi aumentano: quando la temperatura corporea supera i 38° / 38,2° l’organismo reagisce attivando le difese immunitarie, ciò potrebbe provocare spasmi e contrazioni che, in alcuni casi, possono indurre a un parto prematuro.

    Se l’influenza non è accompagnata da febbre i rischi per il feto sono molto bassi, la placenta, infatti, funge da barriera impedendo la trasmissione del virus influenzale al bambino. In ogni caso, è bene che, in caso di influenza, la futura mamma si rivolga ad un medico, che potrà consigliarle la terapia più adatta, prescrivendo farmaci ben tollerati in gravidanza. Nonostante ciò, la misura più efficace per evitare complicanze resta senza dubbio la prevenzione. La vaccinazione è consigliata dal terzo mese di gravidanza e non presenta alcun rischio per il bambino, neppure durante l’allattamento.

    Durante l’influenza è molto frequente la perdita di appetito, in caso di gravidanza però la madre dovrà sforzarsi di assumere i nutrienti fondamentali, assecondando i propri gusti e sensazioni ma cercando di avere una dieta sufficientemente varia, seppur in quantità ridotte.

    Cure e rimedi

    Oltre agli antivirali si possono assumere farmaci che contrastino i sintomi specifici, contro mal di gola, tosse o mal di testa. Il miglior rimedio naturale è stare a casa, al caldo, e riposare; fondamentale, inoltre, bere molta acqua per evitare il rischio di disidratazione. Per questo motivo, durante l’influenza sono da preferire le minestre in brodo, i passati o i centrifugati di verdura, le spremute di agrumi, i succhi di frutta, il e le tisane calde e lo yogurt.

    Da evitare, invece, prodotti difficilmente digeribili o che possano indebolire la risposta immunitaria, per questo motivo sarebbe meglio evitare carne latte e latticini, ovvero i grassi di origine animale, i cibi ricchi di zuccheri, che possono ridurre le difese immunitarie e affaticare la digestione, e i cibi fritti o eccessivamente salati che contribuiscono a peggiorare la disidratazione del corpo.