Infezioni ospedaliere, maggiore attenzione per i reparti oncologici

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    Il tumore spaventa ed ancor di più forse le terapie per combatterlo. Ma i pazienti oncologici devono tenere presente un rischio in più, le infezioni. Questo a causa delle caratteristiche della neoplasia, ma anche per l’immunodeficienza secondaria alla malattia ed ai trattamenti terapeutici correlati. Spesso inoltre il cancro si manifesta in età avanzata, quando già il paziente è stato colpito da altre malattie come il diabete, l’insufficienza renale, malattie cardiache o l’anemia. Tutto ciò rende molto complesso il trattamento di un’infezione attraverso l’utilizzo di antibiotici.

    E purtroppo, le persone affette da tumore, sia per la chirurgia che per le terapie stesse sono obbligati ad una particolare frequenza all’interno degli ospedali. Questi, non tutti lo sanno, sono i luoghi di maggior contagio di numerose infezioni, soprattutto a batteri molto resistenti ai farmaci. E’ per questo motivo che nei giorni scorsi, presso l’IRE, Istituto Oncologico Regina Elena di Roma, si sono riuniti esperti di fama internazionale per discutere e confrontarsi sull’argomento, in occasione del “First International Conference On nosocomial infections and cancer”. Ne è emersa la necessità della creazione di sistemi di sorveglianza specifici, diversi a seconda di ogni reparto e soprattutto più attenti alla prevenzione delle stesse infezioni multi-resistenti con la creazione di protocolli ad hoc.

    In Europa ogni anno muoiono almeno 25.000 persone a causa infezioni provocate da batteri resistenti ai farmaci ovvero a causa di quel fenomeno medico-scientifico conosciuto come antibiotico resistenza e che attualmente è diventato una delle principali sfide dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità). Di contro sappiamo oggi che il luogo principale di trasmissione di questi batteri è l’ospedale. Questo non solo per l’alta concentrazione delle persone che vi affluiscono, in non buone condizioni di salute, ma anche e soprattutto a causa delle terapie antibiotiche che vengono fatte per prevenzione o cura in caso di un intervento chirurgico o una malattia. Senza dimenticare ovviamente gli atteggiamenti comportamentali errati che vengono messi in atto da chi si reca negli ospedali, anche a lavorare (mi riferisco al personale medico che viaggia dai reparti ai bar con estrema nonchalance).

    Ecco care amiche di Pourfemme, mentre gli specialisti si confrontano sulle strategie, riflettiamo su questi particolari, e spargiamo la voce: prevenire in molti casi è possibile, basta ragionare e comportarsi adeguatamente. Chiedete sempre al vostro medico se si è lavato le mani prima di visitarvi.

    Foto: Pedroelnegro