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Infarto intestinale: sintomi, cause e come si cura

Infarto intestinale: sintomi, cause e come si cura
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    Infarto intestinale: sintomi, cause e come si cura

    In questo articolo parleremo dei sintomi, delle cause e della cura dell’infarto intestinale, anche chiamata ischemia intestinale, una malattia poco conosciuta che si verifica quando viene rallentata, o completamente interrotta, la circolazione di sangue verso l’intestino. Ciò causa una vera e propria necrosi di una sezione intestinale. Questa tipologia di infarto può colpire l’intestino tenue o il colon, oppure entrambi. In ogni caso, l’infarto intestinale è una patologia da non sottovalutare perché può portare alla morte, sopratutto in caso di necrosi per la quale il tasso di mortalità è del 25-50% in seguito all’intervento chirurgico, ma del 100% senza alcuna assistenza.

    L’infarto intestinale colpisce soprattutto gli anziani, ma anche i neonati possono soffrire di enterocolite necrotizzante, sopratutto se nati prematuri. Tuttavia, i sintomi si distinguono in base al tratto dell’intestino che viene colpito dalla malattia. In caso di infarto acuto possono, quindi, avere un esordio acuto con i seguenti sintomi:

    • Violenti dolori addominali improvvisi
    • Diarrea associata a perdita di sangue
    • Stato di shock
    • Vomito e febbre
    • Ipertensione arteriosa
    • Tachicardia

    Se colpiti dall’ischemia cronica, invece, il decorso della malattia è più lento e graduale e può, col tempo, diventare acuta. I sintomi in questo caso sono:

    • Perdita di peso
    • Nausea e vomito
    • L’addome è globoso e fortemente dolorante
    • Diarrea o costipazione
    • Forti crampi subito dopo i pasti

    Le cause di ischemia intestinale possono essere distinte in cause occlusive e non occlusive. Tra le cause occlusive di origine venosa e arteriosa, troviamo:

    Il deposito di grasso nelle arterie ostacola il flusso di sangue verso il cuore, le gambe e le arterie che irrorano il cervello. Ovviamente, anche la circolazione sanguigna che si occupa di arrivare all’intestino viene intralciata. L’arteriosclerosi è una malattia favorita dal fumo, dal diabete, dall’obesità, dall’ipertensione o dall’ipercolesterolemia. Può essere, quindi, tenuta sotto controllo.

    La trombosi è un processo di formazione di vari coaguli di sangue all’interno dei vasi sanguigni, che ostacolano, o bloccano totalmente, la normale circolazione del sangue. Nella maggior parte dei casi, i trombi si formano negli arti inferiori coinvolgendo in modo particolare le vene; in questo caso si parlerà quindi di trombosi venosa.

    Si tratta di una patologia causata dall’ostruzione di una o più arterie da parte di uno o più emboli. L’embolo è qualsiasi materiale di origine chimica (liquida, solida o gassosa) diversa dal sangue, capace di occludere un vaso sanguigno e, quindi, di provocare un’embolia. Questa malattia ha come causa anche la lesione di un’arteria, incidenti, interventi chirurgici e l’aumento delle piastrine.

    Le cause non occlusive, invece, riguardano:

    • Insufficienza cardiaca
    • Grave ipotensione
    • Spasmo severo dei vasi sanguigni
    • Effetto collaterale di farmaci ormonali, come la pillola contraccettiva
    • Assunzioni di droghe come cocaina o amfetamine
    • Problemi di coagulazione a causa di malattie come l’anemia falciforme

    Le possibilità di di una terapia appropriata e funzionale dipendono interamente dalla precocità della diagnosi. Purtroppo, in numerosi casi la diagnosi è tardiva, a causa di una sintomatologia spesso piuttosto vaga, e senza specifici segnali, ma anche a causa della rapida quanto irreversibile evoluzione delle lesioni intestinali. A seconda della diagnosi, tuttavia, si potrà intervenire sull’infarto intestinale o in modo farmacologico o con quello chirurgico. In entrambi i casi, il trattamento prevede il ripristino del flusso sanguigno verso l’apparato digerente.

    Il medico, valutata la patologia, potrà prescrivere dei farmaci trombolitici in grado di sciogliere i trombi o di prevenire la formazione dei coaguli di sangue. Inoltre, hanno la capacità di espandere i vasi sanguigni in caso di ischemia mesenterica acuta. In caso di ischemia cronica, il medico può prescrivere degli anticoagulanti.

    In caso di diagnosi tardiva, l’unica soluzione è sottoporre il paziente all’operazione chirurgica. Durante l’operazione, verranno asportati alcuni tratti di intestino necrotici per ristabilire, in questo modo, una circolazione sanguigna sufficiente. La prognosi dipenderà da numerosi fattori, prima di tutto, dal tempo trascorso dall’infarto intestinale all’intervento, dall’estensione della necrosi e della resezione chirurgica, dalle cause alla base dell’infarto e, in generale, dalle condizioni del paziente.

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