Infarto e ictus: l’irascibilità è un fattore di rischio

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    Donna arrabbiata

    L’eccessiva aggressività fa male al cuore e aumenta esponenzialmente il rischio di infarto e ictus. La prova scientifica arriva grazie a un’indagine approfondita condotta nel National Institute of Aging (Nia), parte dei National Institutes of Health (Nih). Ai fini dello studio, i ricercatori americani hanno lavorato diversi mesi in Sardegna, approfittando del corredo genetico –unico al mondo – degli abitanti dell’isola italiana.

    I sardi, visto il millenario isolamento, sono riusciti a conservare tratti genetici dei loro antichi discendenti: i nuraghi. Per questo si presentano come un perfetto campione di studio. I ricercatori americani, coordinati dalla dottoressa Angelina Sutin, hanno dunque preso in esame oltre 5mila sardi, donne e uomini di età compresa tra i 14 e i 94 anni. Tutti gli esaminati hanno compilato alcuni questionari al fine di tracciare un profilo caratteriale, per essere in seguito sottoposti ad esami a ultrasuoni che avevano il fine di misurare lo spessore delle carotidi.

    Grazie al confronto dei dati ottenuti, gli studiosi hanno constatato che le persone con un’indole più aggressiva avevano sviluppato un pericoloso inspessimento della parete carotidea, con un sensibile aumento delle probabilità di sviluppare infarto o ictus. Nei casi più gravi il rischio era anche del 40% più alto rispetto alla media del campione.

    Arrabbiarsi di tanto in tanto non è un male, anzi è umano. La salute è in pericoloquando l’ira diventa una componente fondamentale della personalità. Il discorso – hanno precisato i ricercatori – non vale solo per i sardi, ma per l’intera popolazione mondiale.