Infarto: con le staminali la mortalità è 4 volte più bassa

da , il

    Cellule staminali

    Chi è sopravvissuto a un infarto va spesso incontro a un graduale indebolimento del cuore che può portare, dopo pochi anni, a uno scompenso fatale. I ricercatori dell’Università di Dusserdolf, in Germania, coordinati dal dott. Bodo-Eckehard Strauer, hanno effettuato un’indagine che potrebbe rivelarsi di fondamentale importanza per sviluppare terapie di prevenzione efficaci per gli ex infartuati. Alla base della ricerca ci sono -ancora una volta- le cellule staminale.

    Gli studiosi dell’istituto di ricerca tedesco hanno estrapolato alcune cellule dal midollo osseo da un gruppo di pazienti colpiti da scompenso cardiaco, per poi iniettarle direttamente nelle arterie coronariche. I benefici sono stati immediati: a distanza di tre mesi dalla somministrazione la forza di contrazione del cuore era nettamente migliorata, così come la quantità di sangue messa in circolo ad ogni battito cardiaco. Dopo cinque anni dall’intervento, gli effetti benefici continuano a manifestarsi e la mortalità è quattro volte più bassa rispetto a quella che si registra con le terapie farmacologiche utilizzate finora.

    Secondo l’autore della ricerca l’indagine “indica che la somministrazione di cellule staminali da midollo osseo, sia in aggiunta che in alternativa alle cure tradizionali, migliora le prestazioni cardiache e aumenta la sopravvivenza dei pazienti”. Parole preziose: basti considerare che solo in Italia le persone colpite da infarto sono oltre 1,2 milioni, con un impatto sulla spesa sanitaria non indifferente.

    Dolcetto o scherzetto?