Incontinenza urinaria femminile: cause e sintomi

L’incontinenza urinaria consiste nell’incapacità di controllare la fuoriuscita di urina. Possiamo classificare questo disturbo come una patologia quasi esclusivamente femminile, legata alla struttura fisiologica delle donne e a condizioni che possono influenzare la pressione sulla vescica. Una tra tutte, per fare un esempio è l’incontinenza urinaria in gravidanza, che spesso perdura anche nel periodo immediatamente successivo al parto. Difficilmente ne soffrono gli uomini, se non in seguito ad un intervento chirurgico alla prostata per tumore.
E’ altresì una problematica molto comune nel genere feminile anche se si esprime in varie forme di gravità. Nonostante ciò al riguardo c’è ancora scarsa informazione, si pensa essenzialmente che l’incontinenza urinaria sia un problema tipico dell’invecchiamento e che si debba semplicemente sopportare! Niente di più sbagliato. Si può curare. Quindi cerchiamo di approfondire insieme l’argomento. In Italia oltre 2 milioni di donne sopra i 35 anni soffrono di incontinenza urinaria, ma si tratta di stime profondamente in difetto, perché le donne sopportano il sintomo senza rivolgersi agli specialisti. Si è soliti classificare la patologia in tre categorie distinte.
- Si parla di incontinenza da stress (o da sforzo) quando questa è dovuta ad una pressione che viene dall’addome, in seguito ad esempio ad un colpo di tosse, uno starnuto, risate ecc. Può dipendere da un deficit dello sfintere o più semplicemente da alterazioni del muscolo pelvico. Tali problematiche sono dovute sicuramente all’invecchiamento, alla gravidanza, al parto, alla menopausa, ma anche all’obesità e al fumo di sigaretta.
- C’è poi la cosiddetta incontinenza da urgenza che si manifesta con un impellente ed incontrollabile bisogno di fare pipì. E’ causata da un’iperattività della vescica che può essere di carattere idiomatico o secondario, cioè dovuto ad altri fattori, come le infezioni delle vie urinarie, neoplasie, ecc.).
- Infine c’è l’incontinenza mista che comprende ambedue le tipologie ed è sicuramente la più frequente. In Italia si stima che rappresenti circa il 70 % dei casi.
Insomma,amiche di Pourfemme, se vi scappa sempre la pipì, oltre che in bagno, correte anche da uno specialista, perché l’incontinenza non è un disturbo da tenere, ma una malattia che si può curare, anche definitivamente.
Fonte | Salutedonna
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Sab 02/10/2010 da Cinzia Iannaccio in Tumore Alla Vescica





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DISTRURBI URINARI FEMMINILI…NON SOLO INCONTINENZA.
Rispondi Segnala abusoBuongiorno,
vorrei portare alla Vs. attenzione da paziente che, è ben vero che la maggior parte dei problemi urinari femminili è rivolta all’incontinenza ma c’è una nicchia di pazienti donne che soffre di ritenzione. Caso meno eclatante e “pubblicizzato”.
Da paziente impiantata nel 2009 con un neuormodulatore sacrale all’ospedale Ville Turro, posso dire che ha risolto i miei problemi di rintenzione. So che questa terapia può essere utilizzata anche nel caso dell’incontinenza. Ciò che mi preme sottolienare sono proprio questi due punti:
1 Si parla di problemi urinari femminili SOLO ED ESLCUSIVAMENTE RIVOLTI ALL’INCONTINENZA mentre anche LA RITENZIONE ‘ UN PROBLEMA RILEVANTE.
2 Non vedo mai, nei Vs. siti o pubblicazione parlare della NEUROMODULAZIONE SACRALE COME TERAPIA sia per l’incontinenza che per la ritenzione.
Ovvio, non tutti i pazienti ne possono usufruire o sono idonei all’impianto ma perchè non informare i pazienti anche di questa possibilità?
All’epoca fui io attaccandomi ad internet, a trovare questa terapia altrimenti per quanto tempo avrei fatto 6 autocateterismi al giorno mentre ora non ne faccio più nemmeno uno?
Vi prego di riflettere su ciò che ho detto anche se è una “cavolata” detta da una paziente.
Cordialmente.
Marisa Denaro