In aumento l’uso dei farmaci generici, quello che c’è da sapere

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    Farmaci equivalenti cosa bisogna sapere

    E’ aumentato negli ultimi anni il consumo dei farmaci generici, che secondo i dati OSmed 2010 presentati in questi giorni, sono arrivati a toccare il 50% delle prescrizioni rispetto al 13% del 2002. Purtroppo va detto che sono raddoppiati praticamente tutti i consumi dei medicinali e che particolarmente incisivo e preoccupante è il dato che riguarda i bambini: a 8 su 10 vengono prescritti farmaci almeno una volta l’anno per lo più antibiotici ed antiasmatici, anche se la maggiore spesa per i medicinali spetta sempre agli anziani ed in particolare alle donne. Ma cosa sono i farmaci generici?

    Il termine “generico” si riferisce al puro principio attivo indicato sulla scatola, quale nome del prodotto, anche se poi esistono delle piccole differenze in base all’azienda produttrice. Sono più economici (per il cittadino e per il servizio sanitario nazionale). Arrivano a costare anche il 30% di meno rispetto ai prodotti di marca che conosciamo comunemente. Come mai? Perché, si è sempre sottolineato dall’inizio, non hanno i costi della ricerca scientifica o della pubblicità e commercializzazione dei prodotti “griffati”. Questo perché quando una casa farmaceutica dopo anni di studi arriva a scoprire, testare e brevettare un farmaco, ne ha l’esclusiva e può mettere il prezzo che ritiene opportuno in base al mercato. Dopo 20 anni però il brevetto scade ed è possibile utilizzare il principio attivo per dare vita ad un farmaco generico.

    Per garantirne la qualità e la sicurezza, non a caso i nuovi medicinali sono stati definiti equivalenti (dunque con lo stesso potere degli originali) e sono comunque sottoposti ad autorizzazione da parte dell’Aifa (Agenzia Italiana del Farmaco) per l’immissione in commercio. Ma allora perché esistono ancora perplessità al riguardo? Qualcuno dice che neppure funzionano. Dipende di sicuro dai casi specifici. E’ infatti tutto a norma di legge, ma è la legge stessa ad essere un pochino atipica (criticano in molti), perché questa afferma che il farmaco generico/equivalente per essere commercializzato deve avere “almeno” il 20 % del principio attivo che interessa! Cosa significa?

    Che potrebbe funzionare il 20% rispetto al prodotto di marca. In realtà, finora su di me i generici hanno funzionato alla perfezione e visto che ormai i costi dei medicinali sono quasi tutti sulle nostre spalle, un risparmio non guasta. Ma è giusto informare su quelle che sono le perplessità di molti addetti ai lavori, che di sicuro qualche ragione la hanno. E la vs opinione quale è?

    Dolcetto o scherzetto?