Il virus dell’influenza fattore scatenante di Parkinson e Alzheimer?

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    E’ davvero così innocua l’influenza stagionale, salvo complicanze per le persone già a rischio? Tutti noi tendiamo a non dare troppa importanza ai malanni stagionali, e del resto è anche normale così, si tratta di malattie che come arrivano (facendoci penare un po’ per qualche giorno), passano senza grossi strascichi. Per lo meno, così pensiamo. Ma se, invece, i virus delle comuni influenze stagionali o dei raffreddori fossero tra quei temibili fattori scatenanti di patologie a carico del sistema nervoso centrale, come il morbo di Parkinson e la malattia di Alzheimer?

    E’ solo un’ipotesi, che comunque ci arriva dagli esiti di una indagine epidemiologica (basata, quindi, sulla lettura e sul confronto di dati di precedenti studi) condotta dal docente di Neurologia presso la Harvard University (USA) Ole Isacson. Secondo l’esperto un’influenza all’anno comporterebbe uno stress ossidativo delle cellule neuronali, che alla lunga può sconfinare nell’insorgenza di malattie neurologiche, o comunque rendere più facile il declino cerebrale.

    Il momento più delicato sarebbe quello delle settimane immediatamente successive all’attacco influenzale, quando: “Le molecole dell’infiammazione citochine aumentano spropositatamente di numero e concentrazione”, afferma Isacson, provocando i danni ai neuroni. Anche il virus dell’herpes potrebbe essere responsabile dell’infiammazione delle cellule neuronali come quello della comune influenza.

    Tra i dati del passato osservati, il ricercatore cita il caso dell’influenza Spagnola del 1928, che non solo provocò milioni di morti in un Europa già devastata dalla guerra, ma che determinò negli immediatamente successivi, un picco di casi di “parkinsonismo encefalitico”. Insomma, tra vedere e non vedere, meglio cercare di proteggersi quanto più possiamo dal contagio dell’influenza stagionale, e magari immunizzarci con il vaccino.