Il tumore al seno uccide di meno, calata la mortalità in Europa

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    Ecco una notizia positiva sul fronte tumore al seno, giustamente definito il killer numero uno delle donne, specialmente giovani. Ebbene, a quanto pare questo “assassino” è un po’ meno feroce che nel passato, infatti nella zona UE il tasso di mortalità legato proprio all’incidenza di questa neoplasia è calato del 7% dal 2002 al 2006. I dati sono stati raccolti grazie ad uno studio condotto dal Dipartimento di Epidemiologia dell’Istituto Mario Negri, che specifica che dal primo anno preso in esame (il 2002) all’ultimo considerato (il 2006), il tasso di mortalità in Europa è passato dal 17,9% al 16,7% ogni 100mila casi.

    “Lo studio – commenta Cristina Bosetti del Dipartimento di Epidemiologia dell’Istituto Negri – indica una persistente e costante riduzione nella mortalità per tumore della mammella in Europa negli ultimi 25-30 anni, come anche osservato negli Stati Uniti. Ciò è dovuto principalmente ai progressi nella terapia. Gli andamenti più favorevoli nelle giovani donne suggeriscono che la mortalità complessiva per tumore della mammella in Europa si ridurrà ulteriormente in un prossimo futuro.

    Nella Ue, si stima una diminuzione del 9% tra il 2006 e il 2012, fino a raggiungere un tasso di mortalità attorno a 15 ogni 100.000 donne e circa 88.000 decessi. A fine 2012, saranno quindi oltre 25.000 i decessi evitati ogni anno in Europa rispetto alla mortalità degli anni ’80”. Passi avanti importanti, che ci devono far ben sperare per il futuro, e che molto devono alle campagne sempre più massicce di sensibilizzazione per promuovere una maggiore presa di coscienza nelle donne, sull’importanza della diagnosi precoce.

    Su questo fronte, da sottolineare che gli strumenti a disposizione stanno diventando sempre più efficaci, a breve si avrà la sostituzione della mammografia, esame di screening non troppo affidabile, con i nuovi test basati sull’uso delle fibre ottiche, assai più attendibili. Ma anche le cure, la chemio o la radioterapia si stanno affinando, grazie ad una maggiore “personalizzazione” delle terapie e dei farmaci oncologici utilizzati per ogni singolo caso. Insomma, cerchiamo di essere positivi e di non abbassare mai la guardia contro questa malattia così insidiosa.