Il tradimento al femminile, tra tormento ed estasi

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    Il tradimento al femminile, tra tormento ed estasi

    Noi donne siamo un labirinto emotivo: siamo le disavventure di Alice nel sottosuolo delle relazioni. Ci perdiamo da sole, talvolta volutamente. Ma da cosa o da chi vogliamo essere ritrovate? Da una relazione, dal tradimento o da entrambe?

    Se il mare è in tempesta, ci tormentiamo. Se il mare è calmo, ecco il ritornello della lamentela. Non siamo mai soddisfatte! Ci destreggiamo tra il tormento e l’estasi ed è qui, forse, che spunta l’idea di un potenziale o potenziali tradimenti. Vi chiedo – e mi chiedo – perché una relazione sopravviva negli anni, ci deve essere sempre una dose di tradimento al femminile? Davvero non possiamo fare a meno dello squisito piacere/dolore che ci proviene dall’idea di perdere l’uomo che sta al nostro fianco?

    La perfezione che ci annoia

    Mi viene da pensare che, dopo tanta caccia a prede sfuggenti, dopo aver superato la paura di legarsi, quando abbiamo una relazione in cui non c’è niente che non vada, nessuno sforzo, nessuna suspance, niente abissi di dolore e vette di gioia, perdiamo interesse, perché manca quel brivido, quella stretta allo stomaco, quel filo che potrebbe rompersi e che a noi piace tanto.

    Sembra paradossale, ma stare in una situazione (apparentemente) perfetta diventa stressante. E allora ci ripetiamo: “la mia relazione è troppo facile… Non può andare avanti così”. L’immancabile seduzione della fuga che porta il nostro cuore e il nostro corpo verso un’altra direzione, sbagliata o no dipende solo da come la si vive: quando le cose sono troppo semplici siamo portate a sospettare. Devono diventare complicate prima che possiamo crederle reali. Ci vuole il dramma del tradimento?

    Tradire per tenere vivo l’amore

    Per una traditrice seriale la cosa primaria è tradire: non è importante avere un amante con cui condividere qualcosa che manca nella propria relazione, ciò che conta è il puro tradimento, la messa in atto di un comportamento rischioso. E’ una coazione a ripetere. E’ fondamentale capire, quindi, che il piacere, per questa donna, non è stare con un uomo, ma tradirlo. L’importante è essere in tre!

    Chiacchiere tra ragazze

    A questo punto proporrei un brevissimo estratto da un’intervista svolta ad una mia cara amica, (ovviamente traditrice seriale), a testimonianza di questa ipotesi di reato:

    La mia vita sentimentale ha due aspetti, il fidanzato da una parte e tutti gli altri dall’altra. Molti mi hanno chiesto il perché di questi miei comportamenti: “se non amo o non mi trovo bene col fidanzato perché non lasciarlo?”. La verità è un’altra, col fidanzato va tutto alla grande, tutto il resto scorre su una sorta di binario parallelo che non incrocia quasi mai la mia vita principale. Non ho una doppia vita, piuttosto ci sono tanti lati di me che non vedo perché dovrei soffocare. È la mia natura e io la assecondo.

    Niente da obiettare, una chiave di lettura amorosa ineccepibile nella sua stravaganza, solo qualcosa da rilanciare che può far emergere cosa ci possa essere dietro al tradimento seriale di una donna… Sempre che ci sia, ma non vorrei essere troppo PsicoGaia e perdere di vista l’aspetto giochereccio e intrigante della donna che tradisce per il puro piacere di farlo, quindi nessun retroscena psicologico, conscio o subconscio (il secondo è peggio del primo).

    E qui entriamo nel vivo della puntata. La serial traditrice, che porta avanti questa metodica trasgressione alle regole, ha il volto di colei che ricerca la sua personale ricerca del piacere, che ha poco a che fare con l’amore per il partner, semmai quello per se stessa.

    Collezionare esperienze erotiche e di seduzione le piace troppo. Non escludo che possa esserci lo zampino di un gene traditore (un testimone a suo favore).

    La traditrice seriale

    La traditrice seriale ha una precisione maniacale anche quando fa le corna, in quanto è preparata ad ogni evenienza. Sono 7 gli oggetti indispensabili dai quali non si separa mai quando compie l’atto osceno:

    • I condom in verità un po’ ci fanno pure piacere (a meno che non si rompano). Le professioniste non li lasciano mai sparsi! Eh no, preferiscono occultarli in tasche e anfratti segreti della loro bag.
    • Le caramelle alla menta che più menta non si può. Agghiaccianti! Questo ci riporta alla mente quelle immagini sbiadite di uomini con la brillantina in testa che fanno colpo sulle fanciulle spruzzandosi uno spray rinfresca alito in bocca. Ecco, la traditrice moderna ricalca un po’ la parte della conquistatrice che usa tutte le sue armi per far capitolare la sua preda. Profumo dietro al collo, lingerie sexy ma anche una bocca al sapore di menta, per baci appassionati e freschissimi.
    • Un paio di occhiali da sole scurissimi (della serie “non vedo una mazza”), per tutelarsi dal mondo chiacchierone, anche se fuori c’è cielo color grigio affumicato.
    • Una barretta energetica per i cali di zuccheri da troppo fuoco che cosparge di cenere i corpi del delitto.
    • Un kit da cucito per riparazioni veloci a slip, gonna, pantaloni, camicia, derivate dalla foga e forza bruta del Tarzan di turno.
    • Le salviette igieniche, se per l’uomo resta sempre la classica macchia di rossetto sulla camicia a incastrarlo, per il gentil sesso è l’inseparabile trousse a dire molte più cose di quanto non si vorrebbe
    • L’auto dell’amica: evitare l’evitabile e cambiare auto durante il tragitto, con annessa parrucca della nonna o una messa in piega “riccia pungente”. Il tuo parrucchiere ha appena compiuto un miracolo.

    Smettere di tradire: sì, ma con l’aiuto del partner

    Alla fine, non credo si possa parlare fino in fondo, di “traditrice seriale”… significherebbe attribuire un’etichetta e queste sono sempre estremamente riduttive dell’unicitá della persona. Il tradimento è sempre un danno e una ferita che in realtà, inconsapevolmente, procuriamo a noi stessi. Credo che il punto sia cambiare la domanda di Noi Eve da “come non tradire più” a “cosa posso chiedere al mio partner affinché io non lo faccia più?” (ammesso che questo sia possibile e auspicabile). Un breve momento di passione incontrollata nella vita andrebbe vissuto, da PsicoGaia non ve lo nego, ma dobbiamo ricordare che non passerà indenne se ripetuto nel tempo, e alla fine ci sarà un conto salato da pagare e forse solo dopo sapremo apprezzare proprio lui il fidanzatino che ci è sempre stato accanto. Non resta che sperare che sarà ancora lì quando busseremo alla sua porta trascinandoci dietro quel che resta di noi. Siete sicure di voler davvero correre il rischio?

    Gaia Parenti – Psicologa