Il pap-test è un esame fondamentale, ma per molte donne è un’esperienza umiliante

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    Pap Test umiliante

    Il pap-test, l’esame di screening che permette di individuare se esistono lesioni di tipo canceroso o precanceroso all’utero o alla cervice, è sicuramente uno degli esami citologici più importanti e utili a livello di prevenzione dei tumori femminili. Le donne sono invitate a sottoporvisi ogni tre anni, a partire dall’inizio della loro vita sessuale attiva, anche per individuare, oltre alla eventuale presenza di una neoplasia, magari in fase iniziale e quindi facilmente curabile, anche altre infezioni comunque insidiose. Il pap-test, detto anche striscio cervicale, non è poi niente di particolarmente “sconvolgente”, anche perché è molto rapido, e tuttavia, moltissime donne cercano in tutti i modi di evitarlo, nonostante si rendano conto di quanto sia importante per la loro salute.

    Il motivo? Stando ai risultati di un sondaggio condotto dai ricercatori dell’Università di Leicester e della Glasgow Caledonian University, pubblicato sulla rivista Family Practice e finanziato da MCR Health Services Research Studentship, il pap-test per le donne è solo fonte di stress e, soprattutto, di vergogna. Un’esperienza sostanzialmente umiliante, da non ripetere (possibilmente), così le 34 donne coinvolte nel sondaggio hanno giudicato questo specifico esame ginecologico.

    “Gli atteggiamenti nei confronti degli strisci cervicali rimangono un po’ paradossali – ha commentato la dott.ssa Natalie Armostrong, docente di Scienze sociali Applicate alla Sanità presso l’Università di Leicester – Da un lato, lo screening sembra possedere livelli impressionanti di sostegno pubblico, come dimostrato dalle campagne per allargare i criteri di ammissibilità, ma d’altra parte vi sono considerevoli prove che suggeriscono che le donne trovano problematica l’esperienza individuale del test di screening”.

    Il problema, naturalmente, è legato alla particolare natura “intima” di questo esame, che nonostante sia alla fine meno invasivo di altri che si effettuano senza particolari problemi, coinvolge però la nostra parte del corpo più delicata, quella che, alla fine, è anche legata a tabù di vario tipo. Insomma, farsi mettere le mani laggiù, e perdonate le brutalità dell’espressione, ma penso renda abbastanza l’idea, non piace proprio a nessuna.

    E se poi, ad aumentare il livello di stress ci si mette anche il personale medico poco “delicato”, magari sbrigativo, certamente il pap-test diventa una sorta di tortura. “Le donne possono sentirsi passive, inermi e vulnerabili di fronte ad una situazione in cui si rischiano sensazioni di dolore e disagio, vergogna e umiliazione, e la violazione e invasione della privacy”, conclude la dott.ssa Armostrong.

    L’unico consiglio, come donna, che posso dare, è quello di non privarvi di un fondamentale strumento diagnostico come il pap-test solo per paura o disagio. Alla fine si tratta di un test che si fa una volta ogni 3 anni. Magari ciò che si può fare è domandare ad altre donne, magari amiche, se conoscono o si affidano a strutture, Asl, consultori ecc il cui personale sia assolutamente cordiale e in grado di mettere la paziente a proprio agio. In questo modo tutto diventa meno “gelido” e la paura si stempera.