Il miglior modo per evitare stress e depressione è aiutare gli altri

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    Aiutare gli altri riduce stress

    Stress, depressione, ansia, sono i mali della nostra società, problemi che affliggono la mente e che si ripercuotono sul nostro fisico, debilitandolo e abbassando le difese immunitarie che lo espongono a malattie e infezioni. Come fare a ritrovare o mantenere il nostro naturale equilibrio, la calma e anche il buon umore? La ricetta è molto semplice e alla portata di tutti, si chiama solidarietà. Aiutare gli altri, prenderci cura del nostro prossimo, amare e accudire chi sta accanto a noi, non solo ci fa bene al cuore, ma soprattutto modifica il nostro cervello attivando le aree collegate con il senso materno (presente anche negli uomini) e con la socializzazione.

    A scoprire i benefici sulla nostra psiche del volontariato e dell’accudimento del prossimo, sono stati i ricercatori dell’Università della California, grazie ad uno studio pubblicato su Psyichosomatic Medicine. Sentite come sono riusciti a dimostrare questa correlazione. Dopo aver scelto due volontari, un ragazzo e una ragazza fidanzati (quindi legati da un rapporto affettuoso), hanno collegato il giovane a degli elettrodi che gli trasmettevano dolorosi impulsi elettrici ad intermittenza, mentre la ragazza osservava la scena e le sue reazioni cerebrali venivano controllate passo passo tramite risonanza magnetica.

    La condizione di malessere del ragazzo dipendeva però da lei, nel senso che semplicemente premendo un bottone, la fidanzata poteva interrompere gli input elettrici in qualunque momento. Ebbene, non appena la giovane ha pigiato il bottone per far cessare la sofferenza dell’uomo che amava, nel suo cervello si sono “illuminate” le aree striatale e settale (quelle connesse con il senso materno e la socialità) e contemporaneamente “spente” le zone dell’amigdala in cui si originano ansia, stress e depressione.

    In pratica, porgere aiuto agli altri, ci pone in una condizione analoga a quella di “mamma” che accudisce, e questo limita fortemente la produzione degli ormoni delle stress inducendo, al contrario, proprio a livello cerebrale uno stato di serenità, di appagamento e disponibilità verso gli altri.

    Secondo gli studiosi questo tipo di effetto (chiamiamolo di empatia) si manifesta anche nei volontari, e in chi svolge attività che prevedano la cura del prossimo come infermieri, assistenti geriatrici, medici, ma anche badanti o baby sitter… purché, naturalmente, animati da sincero desiderio di aiutare. Insomma, Natale è vicino e molti di noi non vivono bene queste feste, a volte ci basta poco per sentirci stressati e angosciati. In tal caso, facciamo una buona azione, mettiamoci a disposizione degli altri, e forse il nostro Natale avrà un “sapore” migliore.