Il dramma delle gemelline siamesi, è il fatto di essere unite che le tiene in vita

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    Qualche tempo fa vi avevamo raccontato il dramma delle gemelline siamesi ricoverate all’ospedale Sant’Orsola di Bologna, venute al mondo con il cuore unito, così come buona parte dell’addome. Le piccole, che si chiamano Lucia e Rebecca, sono costantemente monitorate dall’équipe medica guidata dal prof. Mario Lima, e per decidere come poter intervenire per separarle, cosa che decreterebbe necessariamente la condanna a morte per una delle due, è stato riunito anche un Comitato etico presieduto Stefano Canestrari.

    Il problema, purtroppo, è legato al fatto che le bimbe, nate nel mese di giugno, al momento sopravvivono proprio in quanto unite, come ci spiega il prof. Lima: “Le gemelle sono state colpite da un’imponente ascite con gravi ricadute a livello respiratorio e metabolico. La ripresa è stata favorita dalle cure intensive e, in quanto congiunte, dal reciproco supporto”.

    La forza delle gemelle sta nell’unione dei loro corpicini, tuttavia, non è troppo lontano il giorno in cui sarà inevitabile operarle, e proprio in quanto sempre più robuste, il difficile intervento chirurgico si renderà indispensabile, al fine di permettere la sopravvivenza di almeno una delle bambine. A tal proposito, il Comitato di bioetica ha tracciato due possibili strade su come intervenire nel modo migliore in questo caso così difficile dal punto di vista medico, ma soprattutto morale:

    “La prima è quella in cui le due neonate non versino in condizioni di imminente e grave pericolo di vita: in questo caso, il Comitato ritiene eticamente corretto che i medici non intervengano per procedere ad una separazione, che provocherebbe la morte di una delle due gemelle. Qualora ci fosse pericolo di vita per entrambe la separazione viene ritenuta eticamente corretta”. Questa la sentenza del Comitato.

    Ma i medici, come pensano di intervenire in un prossimo futuro, dato che non è possibile comunque una sopravvivenza a lungo termine in queste condizioni? Risponde il prof. Lima: “E’ assolutamente positivo il fatto che crescano e si irrobustiscano. E’ positivo proprio in vista di una separazione che, se sussisteranno le condizioni, crediamo sarà inevitabile, anche se per il momento non è possibile ipotizzare i tempi”.

    Come si può facilmente intuire, lo stato di sospensione rende ancora più dolorosa questa situazione, dal punto di vista psicologico, per i giovani genitori delle piccole, i quali, pur nutrendo totale fiducia nei medici, si troveranno a dover scegliere fra le loro figlie, il che è una cosa talmente terribile che non possiamo fare altro che augurare loro tutta la forza, il coraggio, e la serenità sufficienti per affrontare il loro dramma.