Il divorzio ti fa bella

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    chirurgia estetica dopo divorzio

    C’è chi parte per un viaggio, chi si iscrive a un corso di tango, chi opta per un taglio radicale di capelli e chi si rivolge al chirurgo estetico. Dopo un divorzio, evento traumatico che mette in discussione tutto il proprio mondo più intimo e spesso porta all’insorgenza di forti insicurezze, molte persone avvertono il desiderio di rinnovare il proprio aspetto fisico, correggere quelle che percepiscono come imperfezioni nel tentativo di ritrovare così fiducia in loro stesse. In qualche caso, però, si tratta di vera e propria voglia di rivalsa sul coniuge fedifrago.

    Quello del ritocco post divorzio è un fenomeno che arriva dagli Usa, dove viene chiamato non per niente vengeance plastic surgery, ovvero chirurgia plastica di rivincita, ma che si sta diffondendo velocemente anche in Europa: in Francia, secondo uno studio pubblicato da Le Parisien, il 69% delle donne dopo la separazione cambia il proprio look e di queste il 9% ricorre al ritocchino. In Germania una sentenza della Corte di Cassazione ha stabilito che l’ex marito debba versare il denaro che occorre all’ex moglie per il ricorso al chirurgo. E in Italia? Secondo le stime, circa il 30% delle donne separate nel Belpaese, di età compresa tra 30 e 55 anni, investe parte o tutto l’assegno di mantenimento in trattamenti di medicina e chirurgia estetica.

    Tra gli interventi più richiesti ci sono mastoplastica additiva, addominoplastica e liposuzione, per ritrovare un corpo armonioso, con il quale sentirsi a proprio agio e dimostrare qualche anno in meno. Molto gettonati sono anche tutti quegli interventi, di chirurgia e di medicina estetica, volti a ringiovanire il viso e a riconquistare un aspetto fresco e rilassato: biorivitalizzazione cutanea, filler, lipofilling e tossina botulinica, in primis, ma anche lifting e blefaroplastica.

    L’identikit delle donne che dopo una separazione arrivano dal chirurgo è 50 anni, ma non mancano le 40enni, con figli grandi o quantomeno adolescenti, che dopo un primo momento di smarrimento hanno deciso di reagire alla separazione, riprendendo in mano la propria vita, ricominciando a uscire e a dedicarsi a sé. E il primo passo è ritrovare sicurezza nella propria femminilità, molto spesso trascurata durante gli anni del matrimonio e sacrificata a vantaggio di famiglia, gravidanze e allattamento. Tutto questo è abbastanza normale, diciamo fisiologico, e difficilmente va al di là del piccolo intervento migliorativo: la richiesta è di solito rivolta a quegli interventi che aiutano a ritrovare freschezza e a cancellare la stanchezza ma con risultati naturali e armoniosi.