Ictus: sintomi, prevenzione e conseguenze

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    Ictus

    È un’eventualità pericolosa, che può compromettere le funzioni neurologiche, l’ictus è più frequente di quanto si possa credere. Se il sangue non affluisce più come dovrebbe al cervello, “nutrendolo” a dovere, le conseguenze possono essere più o meno serie. Diverse le possibili cause, precisi ma non sempre riconosciuti i sintomi e fondamentali le regole di prevenzione: ecco qualche informazione utile per conoscere e riconoscere l’ictus.

    Cos’è

    Con il termine ictus si indica una condizione patologica acuta, che può di due tipi, ischemico o emorragico. Nel primo caso, si verifica l’ostruzione completa o parziale di un vaso arterioso cerebrale, mentre nel secondo un’emorragia cerebrale per la rottura del vaso sanguigno interessato.

    L’ictus ischemico, noto anche come infarto cerebrale, è caratterizzato dal blocco del flusso sanguigno per chiusura di un’arteria deputata a portare il sangue al cervello. Chiusura che può essere improvvisa, complice un embolo, o graduale, a causa dell’aterosclerosi o della trombosi.

    Quando l’ictus è emorragico, invece, è tutta colpa della rottura di un’arteria cerebrale. Eventualità che può essere causata da un repentino aumento della pressione arteriosa, dalla rottura di un aneurisma o dall’alterazione della coagulazione del sangue.

    I sintomi e i segni premonitori

    Non tutti gli ictus sono uguali e, di conseguenza, nemmeno i sintomi con cui si manifestano. Tutto dipende dalla zona del cervello colpita e dalla sua estensione.

    Tra i sintomi più frequenti c’è l’emiplegia, cioè la debolezza o la completa incapacità a muovere una metà del corpo, accompagnata da difficoltà a deglutire. Se la parte colpita è quella destra, si può verificare anche un disturbo del linguaggio, l’afasia, mentre se la paralisi è sul lato sinistro del corpo si possono manifestare disturbi del comportamento di vario tipo.

    Oltre ai sintomi veri e propri, ci sono anche una serie di segni premonitori da non sottovalutare: l’improvvisa debolezza o formicolii a metà del volto, a un braccio o una gamba; la perdita di visione da un occhio; l’incapacità di esprimersi verbalmente o di comprendere le parole degli altri; vertigini, capogiri e sbandamenti; l’improvviso e insopportabile mal di testa. Quando questi sintomi si risolvono nell’arco di 24 ore, si può parlare di attacco ischemico transitorio (TIA).

    La prevenzione

    La strategia preventiva vincente si basa sul controllo dei fattori di rischio, sul cambiamento dello stile di vita e dell’alimentazione, sulle visite e le cure mediche.

    I fattori di rischio per l’ictus sono: il fumo, l’ipertensione arteriosa, la fibrillazione atriale, l’attacco ischemico transitorio, il diabete mellito, i soffi carotidei, il sovrappeso e l’obesità, la sedentarietà, l’ipercolesterolemia e l’ipergliceridemia. In presenza di uno o più di questi fattori, così come in caso di familiarità per l’ictus, meglio sottoporsi a un protocollo di screening periodico, che comprende il controllo della pressione arteriosa, gli esami del sangue, l’elettrocardiogramma e la visita neurologica.