Ictus: alle donne basta un caffè al giorno per ridurre rischi

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    Un caffè al giorno toglie l’ictus di torno… ma vale solo per le donne! Piaciuta la rima? Non è una battuta, ma un fatto. Secondo un serissimo studio svedese condotto su 35mila donne in età comprese tra i 25 e gli 83 anni, il cui regime alimentare è stato seguito dai ricercatori per un decennio buono, il rischio di ictus per il campione che consumava caffè abitualmente scendeva del 25%. Al contrario, le donne selezionate che avevano scelto di eliminare questa deliziosa bevanda corroborante dalla loro dieta, non avevano alcun beneficio in termini di prevenzione.

    Spiega Susanna Larsson, coordinatrice dello studio per conto del National Institute of Enviromental Medicine del Karolinska di Stoccolma: “Anche se abbiamo ancora troppo poco per raccomandare il caffè come bevanda salutare, queste conclusioni dovrebbero sollevare l’umore delle donne preoccupate di berne troppi. Alcune di loro evitano di consumare caffè perché credono che faccia male. Eppure, aumentano le prove che indicano che il consumo moderato possa ridurre i rischio di sviluppare malattie come il diabete, il cancro al fegato e ora anche l’ictus”.

    Effettivamente, a lungo abbiamo sentito pareri di segno opposto a proposito dell’espresso e affini (ricordiamolo, per quanto affezionati consumatori e grandi intenditori, gli italiani non sono il popolo che consuma mediamente più caffè in Europa), non di rado la tazzina quotidiana è stata demonizzata, accusata di provocare gastriti, ulcere, disturbi della pressione. Questa rivalutazione non può che farci piacere, credo che siano davvero poche le donne italiane che rinuncino al piacere di un buon caffè, a casa o al bar.

    Ora, grazie a questa ulteriore ricerca, veniamo a scoprire che questa gradevole abitudine può ridurci il pericolo di incorrere in un ictus in una percentuale individuata tra il 22 e il 25%. Questo perché, sottolinea lo studio, il caffè possiede proprietà antiossidanti, antinfiammatorie e, inoltre, rende più sensibili all’insulina. Insomma, da “vizio” a toccasana, non male per questo piccolo godimento quotidiano, poteva decisamente andarci peggio!