I sintomi della stanchezza cronica e i possibili rimedi

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    La sindrome da stanchezza cronica, in sigla semplicemente CFS, è una patologia “recente”. Nel senso che, la sua collocazione all’interno della lista delle malattie scientificamente riconosciute e certificate (con tanto elencazione di sintomi e decorso), risale alla fine degli anni ’80. Tuttavia, le caratteristiche delle stanchezza cronica così come le conosciamo ora, sono state stabilite nel 1994, quanto un team di specialisti che si occupavano proprio di effettuare studi sulla malattia, ha rimpiazzato la vecchia definizione, risalente a 6 anni prima, con una nuova e più precisa, pubblicata sugli Annals of Internal Medicine. Vediamo, intanto, i sintomi principali della stanchezza cronica.

    Stanchezza cronica: i sintomi principali

    La definizione di questa patologia così debilitante e inafferrabile, così come compare sul testo di riferimento, Annals of Internal Medicine, recita:

    “Una fatica cronica persistente per almeno 6 mesi che non è alleviata da riposo, che si esacerba con piccoli sforzi e che provoca una sostanziale riduzione dei livelli precedenti delle attività occupazionali, sociali o personali”

    In definitiva, una spossatezza costante e prolungata nel tempo, che non ha nulla a che vedere con le attività svolte o con la normale stanchezza che si allevia con il riposo. Per poter effettuare una diagnosi di stanchezza cronica, però, i medici devono rilevare nel paziente almeno 4 dei seguenti sintomi, tipici della malattia:

    • Disturbi della memoria e della concentrazione tali da ridurre i precedenti livelli di attività occupazionale e personale
    • Faringite
    • Dolori ai linfonodi cervicali e ascellari
    • Dolori muscolari e articolari, ma senza infiammazioni o gonfiori delle stesse
    • Cefalea di tipo diverso da quelle sperimentate in passato
    • Sonno che non ristora
    • Debolezza dopo ogni tipo di esercizio fisico che si trascina per almeno 24 ore

    In presenza di un simile quadro clinico, e una volta escluso che alla base vi siano altre patologie, come tumori, anoressia nervosa, epatite, disturbi muscolari, sclerosi multipla ecc., allora siamo proprio davanti ad un caso di CFS. Da notare che l’incidenza della sindrome è maggiore tra i giovani e le donne in età comprese tra i 35 e i 40 anni di età. Che rimedi si possono adottare?

    Stanchezza cronica: i possibili rimedi

    Purtroppo, le cause della sindrome da stanchezza cronica non sono ancora state trovate. Si presuppone che all’origine della malattia possa esserci un virus a tutt’oggi sconosciuto, ma anche un disturbo autoimmune. In Italia sono stimati circa 200-300mila casi di CFS, trattati presso le strutture sanitarie nazionali, che stanno cercando di mettere a punto terapie efficaci, pur con mille difficoltà. Al momento, non potendo curare “a monte” i pazienti, visto che non si conoscono le cause della stanchezza cronica, si cerca, almeno, di alleviare i sintomi agendo con farmaci specifici. Ad es. per il dolore muscolare o alle articolazioni, e anche per agire su eventuali stati depressivi che insorgono in concomitanza con l’esplodere della malattia che, come abbiamo anticipato, ha forti ripercussioni sulla vita sociale. Tuttavia, una leggera attività fisica, nonostante l’aggravio di spossatezza che può comportare, è consigliato. La CFS può trascinarsi per anni, ma a volte regredisce spontaneamente.

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