I pro ed i contro del vaccino per la tubercolosi BCG

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    Il vaccino per la tubercolosi. In questo periodo in cui si parla del caso dell’infermiera che avrebbe contagiato i neonati (ed alcuni colleghi) presso il Policlinico A. Gemelli di Roma, ci si domanda che ruolo gioca il vaccino contro la tubercolosi, visto che alla signora era stato regolarmente somministrato, come la legge italiana indica per gli operatori sanitari. Il Vaccino BCG antitubercolare è ottenuto con bacilli vivi attenuati di tubercolosi di razza bovina. E’stato sviluppato all’inizio del 900 in Francia da Albert Calmette e Camille Guerin. Da qui il nome “BCG” (Bacillo di Calmette-Guérin).

    Purtroppo, pur essendo ancora molto usato, non è molto efficace negli adulti nel prevenire la tubercolosi polmonare, mentre nei bambini ha un maggiore effetto (arriva a prevenire la tubercolosi al cervello nell’80% dei casi). Per questo in alcune zone dell’Africa dove la malattia è endemica, viene somministrato a tutti i bimbi sotto i tre anni. La somministrazione è unica, ma bisogna escludere preventivamnete l’infezione tubercolare. L’immunità arriva in circa 6 settimane, ma tende a svanire anno dopo anno.

    Chi si sottopone al vaccino può risultare positivo al test per la tubercolosi. Per gli operatori sanitari o chi lavora in aree a rischio questo vaccino è comunque obbligatorio (benché comunque non sempre viene fatto) così come i controlli successivi: non garantisce dunque la protezione dall‘infezione, ne dalla malattia. Attualmente allo studio molti altri vaccini migliori, ma nulla ancora di pratico da utilizzare. Per qualunque altro dubbio è importante rivolgersi al proprio medico curante.