I medici americani contro i “ritocchini” di Photoshop: creano aspettative irraggiungibili

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    Medici contro photoshop

    I medici americani puntano il dito contro Photoshop e dicono basta ai “ritocchini” che modificano le persone ritratte in foto fino a snaturarne completamente connotati e dimensioni. Gli effetti grotteschi di Photoshop, gli errori macroscopici (nelle proporzioni del corpo, ad esempio) che hanno portato molte star a rifiutare certi servizi fotografici perché eccessivamente ritoccati, non sembrano fermare il trend. Conseguenze? Che le persone più fragili dal punto di vista psicologico, come le teeagers, ad esempio, prendono il messaggio distorto come buono, e si nutrono di aspettative estetiche non realistiche e non raggiungibili, semplicemente perché inesistenti.

    Già prendere a modello una persona molto avvenente che si conosce dal vivo, non è una buona cosa dal punto di vista psicologico, perché il lavoro che ognuno di noi deve imparare a fare su di sé è quello di accettarsi e di volersi bene, proprio per come si è, ma se poi quel modello è anche il prodotto di un lavoro digitale, è finita, non se ne esce più!

    A tutto questo, l’Associazione dei medici americani (American Medical Association, una delle più grandi al mondo) ha detto basta, e punta a sensibilizzare agenzie fotografiche e Media sugli effetti deleteri dell’uso sconsiderato di Photoshop e indurre un presa di distanza dalla tendenza a far sembrare le persone famose più belle, o più perfette, di come sono in realtà.

    “Queste alterazioni – hanno fatto sapere – contribuiscono a non realistiche aspettative sull’appropriatezza dell’immagine del nostro corpo: specialmente tra i bambini e gli adolescenti più impressionabili”. Probabilmente a breve, quindi, verrà stabilita una regolamentazione a proposito dell’utilizzo dei ritocchi (quando, quanto, con avviso ecc.) e secondo me, non è affatto una cattiva idea.

    Sarebbe divertente vedere un servizio fotografico di qualche star del cinema che appare in forma smagliante, e poi leggere sotto una dicitura del tipo: “le foto sono a scopo puramente dimostrativo e palesemente ritoccate”. Sarebbe auspicabile anche che i chirurghi plastici, di fronte a richieste di interventi dettati proprio da insicurezze nate per eccessiva visualizzazione di immagini photoshoppate, dicessero un bel “no”. Che ne dite?

    Dolcetto o scherzetto?