Hanno “omesso” di segnalare sui bugiardini effetti collaterali nocivi, a giudizio ex dirigenti dell’AIFA

da , il

    Effetti collaterali bugiardini

    Accusati di “disastro colposo” per aver omesso di segnalare sui bugiardini di 22 farmaci, pericolosi effetti collaterali per chi li stava assumendo, così sono stati rinviati a giudizio dal Tribunale di Roma, Nello Martini e Caterina Gualano, rispettivamente ex Direttore Generale ed ex Dirigente dell’AIFA (Agenzia italiana del Farmaco). Un’accusa gravissima per un reato, se tale si dimostrerà, davvero incredibile se si pensa che sarebbe sarebbe stato commesso proprio da chi ha il compito di tutelare la salute dei consumatori, in questo caso addirittura lesi nel prezioso diritto all’informazione e quindi, sostanzialmente, ingannati.

    Le indicazioni “monche” a proposito di possibili (gravi) effetti collaterali di medicinali abbastanza diffusi tra cui l’Etinilestradiolo (usato dalle donne in menopausa nella terapia ormonale sostitutiva, ma anche dagli uomini per curare disturbi alla prostata), avrebbe esposto i consumatori a rischi di tromboembolia e infarto. Discorso analogo per l’antinfiammatorio Fastum Gel, sul cui foglietto illustrativo non sarebbe stato segnalato il pericolo per le donne in gravidanza di danni al feto, e per tutti gli altri possibili fenomeni di fotosensibilizzazione.

    Le Case farmaceutiche produttrici di questi 22 medicinali “ a rischio” (tra gli altri l’Anexate, il Rocefin, il Danatrol, il Coversyl) avevano prontamente provveduto a segnalare gli effetti collaterali possibili e non presenti nel bugiardino, e quindi sarebbe stato proprio compito dell’AIFA, per mezzo dei suoi dirigenti, re-immettere in commercio i prodotti con le segnalazioni corrette quanto prima.

    Invece, la mancata farmaco-vigilanza ha fatto sì che i medicinali in questione rimanessero tranquillamente sul mercato senza le opportune modifiche ai foglietti illustrativi per mesi, e in alcuni casi oltre un anno, con le gravi possibili conseguenze che immaginiamo. L’inchiesta romana era in realtà partita da Torino, grazie all’iniziativa del Procuratore aggiunto Raffaele Guariniello, e poi trasferita a Roma per competenza territoriale. Per i due ex dirigenti il processo inizierà il 15 maggio.