Grazie ad una cornea artificiale una ragazza può vedere il fidanzato sull’altare

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    cornea artificiale trapianto

    Si chiama Rosetta e fra pochi giorni convolerà a nozze, con una gioia in più, vedere il volto del suo fidanzato. Fino a poche settimane fa non lo conosceva, affetta da una malattia agli occhi, un glaucoma bilaterale, che le rendeva impossibile vedere. Dopo vari tentativi di trapianto di cornea (cheratoplastica) falliti, è approdata alla cheratoprotesi di Boston, una metodica innovativa che da qualche anno si sta diffondendo con successo in tutto il mondo.

    Tale tecnica è stata sviluppata pochi anni fa presso l’Università di Harvard di Boston ed è stata portata in Italia dal prof. Aldo Fronterré già primario di Chirurgia oculistica presso la Fondazione Maugeri di Pavia che ci ha spiegato: “la protesi artificiale è in titanio abbinato ad un materiale sintetico trasparente con una ottima tollerabilità ed eccellenti proprietà ottiche. Bastano 90 minuti di sala operatoria ed in genere tale intervento, come gli altri di chirurgia oftalmica, si esegue in anestesia locale ed in regime di Day Hospital.

    Solo con i bambini si procede all’anestesia totale. Tale tecnica è meno invasiva rispetto alle altre cheratoprotesi ed è stata studiata per quei casi in cui il trapianto di cornea da donatore non ha funzionato”.