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Gravidanza extrauterina: sintomi, cause e conseguenze

Gravidanza extrauterina: sintomi, cause e conseguenze
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Ultimo aggiornamento: Lunedì 22/12/2014 14:16

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    La gravidanza extrauterina, anche detta ectopica, si verifica nell’1-2% circa della gravidanze, e non sempre è facile per una donna accorgersene. Qualche volta sono forti dolori all’addome che portano alla scoperta di una gravidanza extrauterina, magari già abbastanza avanzata, altre volte, invece, la donna non sospetta minimamente di essere rimasta incinta e aspetta invano il ciclo. Una gravidanza extrauterina può avere delle caratteristiche e sintomi diversi, a seconda che l’embrione si impianti nel collo dell’utero (gravidanza ectopica intrauterina), nella zona addominale (sono casi rarissimi), nelle ovaie o sia una gravidanza extrauterina tubarica (embrione che si impianta nelle tube di Falloppio, è di gran lunga il caso più comune).

    Come si scopre una gravidanza extrauterina, e cosa si deve fare in questo caso? Le conseguenze, infatti, in alcuni casi di gravidanza extrauterina possono anche essere molto gravi. Vediamo, innanzi tutto, i sintomi. Quali sono i sintomi di una gravidanza extrauterina? I segnali di un concepimento ci sono tutti, e la donna effettua il test di gravidanza, non immaginando minimamente che tale gravidanza sia extrauterina. I sintomi non riconducibili ad esami specifici sono molto sfumati: si parla di perdite ematiche irregolari, che in caso di confermata gravidanza, possono far semplicemente pensare a episodi di “spotting” da impianto dell’embrione, e di dolori al basso ventre. Ma soprattutto, se il test di gravidanza è risultato positivo, allora lo step successivo saranno i primi esami del sangue per confermare la gravidanza. Qualora i livelli di Beta HCG siano troppo bassi, una gravidanza extrauterina sarà immediatamente una possibilità da indagare attraverso un’ecografia pelvica. L’ormone Beta-HCG (Gonadotropinica corionica umana) è prodotto dalla placenta, e in una gravidanza normale nelle prime 3-5 settimane raddoppia i suoi valori ogni 48 ore, ma quando il livello si presenta troppo basso e non aumenta regolarmente, allora si può sospettare il rischio di aborto spontaneo o gravidanza extrauterina. Vediamo le cause della gravidanza extrauterina.

    Quando si parla di gravidanza extrauterina si parla dello sviluppo di un embrione fuori dalla sua sede abituale, ovvero l’utero. In realtà tutte le gravidanze inizialmente hanno origine in una tuba: solo dopo 2-5 giorni, il piccolo embrione si trasferisce nella cavità uterina. A volte però questo non accade. In buona sostanza, quando la tuba dove è avvenuto il concepimento è ostruita o danneggiata, può accadere che l’embrione sia impossibilitato a migrare nella sede biologicamente predisposta per accoglierlo e rimanga in sede tubarica o si impianti nelle ovaie o altrove. Dato che nel 99% dei casi la gravidanza extrauterina è tubarica, vediamo quali possono essere le cause di questa specifica anomalia. In genere ciò accade quando le tube di Falloppio sono lese, per via di infezioni sessualmente trasmissibili (come la Clamidia o la Gonorrea), endometriosi, appendicite, interventi chirurgici in sede tubarica. Atri fattori di rischio sono: l’età avanzata delle future mamme e l’essersi sottoposte a stimolazione ovarica durante una terapia di fecondazione assistita, l’uso prolungato di dispositivi anticoncezionali intrauterini (come la spirale che, facendo il suo lavoro, blocca l’ingresso dell’embrione in utero). Infine, non esiste alcun tipo di collegamento tra quella che viene definita gravidanza isterica, o falsa gravidanza, e gravidanza extrauterina (che invece è assolutamente reale).

    Quali sono i rischi e possibili conseguenze che una donna corre in caso di gravidanza extrauterina? Oggi le strumentazioni tecniche permettono di individuare molto precocemente il problema. Il ginecologo, dopo aver ascoltato i sintomi e valutato l’anamnesi, consiglierà i dosaggi ormonali: il Beta-HCG e il progesterone, nonché una ecografia pelvica o meglio ancora, transvaginale. Nella rara circostanza di una gravidanza extrauterina, le ipotesi di intervento sono diverse, a seconda del luogo in cui si manifesta e del periodo gestazionale in cui viene fatta la diagnosi. Il rischio grande è quello della rottura di una tuba ad esempio, se l’embrione cresce troppo. I casi di mortalità del passato erano dovuti essenzialmente a questa eventualità che provocava una emorragia interna. Oggi è possibile identificare e seguire l’evolversi della situazione, attendendo una risoluzione naturale dell’evento (come avviene il maggior numero delle volte); si può praticare una terapia farmacologica, ma soprattutto rimane la possibilità dell’intervento chirurgico di rimozione dell’embrione. Nel 50% dei casi le donne che abbiano avuto una gravidanza extrauterina sono poi in grado di concepire figli del tutto sani, tuttavia bisogna tener presente che il rischio di sterilità dopo un fatto di questo tipo aumenta. Con esso, aumenta anche la probabilità di andare incontro ad una seconda gravidanza ectopica o extrauterina. I medici consigliano di attendere dai 3 ai sei mesi prima di provare a concepire un altro figlio. La cosa migliore è sempre quella di affidarsi al medico, non trascurare piccoli segnali anomali ed effettuare gli esami consigliati fin da subito. In questo modo si possono evitare spiacevoli conseguenze.

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