Giro di vite ministeriale sulle caraffe filtranti: peggiorano la qualità dell’acqua

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    Caraffe filtranti inutili

    Avete presenti le tanto reclamizzate caraffe che filtrano l’acqua da bere per purificarla? Erano nate per rendere potabile, o comunque per migliorare le qualità organolettiche dell’acqua del rubinetto, una validissima alternativa alle bottiglie di acqua oligominerale da acquistare al supermercato. Ebbene, queste caraffe, a quanto pare, sono un vero e proprio bluff. Già in passato erano state messe sotto accusa da studi scientifici che le accusavano di sottrarre sali minerali importanti per il nostro benessere, ma ora entra in scena il nostro ministro per la Salute Renato Balduzzi, che sostiene la necessità di ritirarle dal mercato perché, in buona sostanza, “inadeguate per la salvaguardia della salute”. Ma vediamo di rinfrescarci la memoria a proposito degli studi dell’anno scorso.

    Caraffe filtranti: l’indagine dei NAS

    Nel 2011, a seguito di analisi dei NAS, le caraffe filtranti erano risultate dannose, perché depauperavano l’acqua naturale dai preziosi sali minerali necessari per salute, come il calcio, ad esempio. I dati erano emersi da una indagine romana, poi diffusasi in molte altre Procure in tutta Italia, partita dalla denuncia di Mineracqua ai danni di tre aziende produttrici di queste speciali caraffe dotate di filtro per depurare, che sono, nello specifico: Brita, Auchan e Viviverde (Coop). Tutte partivano da un brevetto tedesco, che peraltro aveva ottenuto tutte le necessarie autorizzazioni sia in Germania che in Austria. Ma nel nostro Paese, la bontà e innocuità del filtro era stata subito messa in dubbio. Secondo le indagini di laboratorio, effettuate dai ricercatori dell’Università La Sapienza di Roma tra settembre e novembre 2010, i filtri di questi contenitori erano a rischio di deterioramento, cosa che avrebbe potuto pregiudicare la qualità e la potabilità dell’acqua. Inoltre, dalle perizie dei PM di Torino del 2011, risultava che, lungi dal migliorare, l’acqua del rubinetto (già potabile, comunque), nell’operazione di filtraggio perdeva sali minerali. E ora, a che punto siamo?

    Caraffe filtranti: lo stop del Ministero della Salute

    Le caraffe non sono mai state ritirate dal mercato, ma nel frattempo sono continuate a circolare voci contrarie al loro uso, tanto che ora il Ministero ora intende apportare un serio giro di vite alla vendita “selvaggia” . La relazione tecnica che era stata commissionata dal Ministero sulle caraffe filtranti, intitolata “Apparecchiature per il trattamento dell’acqua destinata al consumo” è piuttosto chiaro, non solo le caraffe di plastica, ma anche i filtri casalinghi da applicare direttamente all’impianto idrico sarebbero inutili se non dannosi, e le aziende hanno perciò sei mesi di tempo per modificare i loro prodotti e informare la clientela. In cosa consistono i rischi connessi con l’uso di queste apparecchiature? “Molti apparecchi – afferma il docente di Igiene presso La Sapienza di Roma, Matteo Vitali – non sono costruiti con materiali idonei all’uso alimentare, sono sprovvisti di manuali per la manutenzione e di scadenze certe, fondamentali per la sicurezza del consumatore. Oltretutto modificano l’acqua indistintamente senza tener conto della sua composizione specifica. Esempio, quella di Roma è ricca di calcio e magnesio mentre quella di Torino presenta contenuti di questi sali molto più bassi. I filtri rimuovono buona parte di calcio e magnesio senza distinguere. L’acqua di Torino così risulta estremamente povera di questi elementi. Inoltre la durezza dell’acqua non nuoce”. Inoltre, nei filtri possono accumularsi batteri nocivi per la salute. Nel frattempo, tra vedere e non vedere, evitate di acquistare caraffe per filtrare l’acqua del rubinetto o mettetele da parte se le usate già, e bevete l’acqua direttamente dal rubinetto, che sicuramente è molto più salutare.