Gemelline siamesi, sarà l’unico cuore a decidere chi delle due vivrà

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    Vi abbiamo accennato oggi il caso delle gemelline siamesi nate al Sant’Orsola di Bologna , con il cuore in comune e ora possiamo fornirvi qualche dato in più. Si chiamano Lucia e Rebecca, e sono venute al mondo prematuramente alla 30ma settimana di gestazione, a fine giugno. I genitori erano al corrente della delicatissima situazione sanitaria delle loro figlie, ma hanno comunque dato loro l’opportunità di nascere, affinché almeno una delle due potesse sopravvivere. Purtroppo, per la sorellina più debole non ci sarà nulla da fare, dovrà “sacrificarsi” per dare all’altra il cuore che le neonate dividono in comune. Ma chi, e come, deciderà se sarà Rebecca, o invece Lucia, a vivere?

    “Si va dove ci conduce il cuore”, fa sapere Mario Lima, il primario di Chirurgia pediatrica, che sta coordinando tutto il piano medico, in collaborazione con i chirurghi che dovranno effettuare l’operazione sulle piccole. L’èquipe sarà guidata dal cardiochirurgo pediatrico Gaetano Gargiulo, che certo non fa mistero dell’eccezionalità di questo intervento. Le gemelle, infatti: “Sono toraco-onfalo-paghe – spiega il dott. Lima -, ovvero unite per il torace e l’addome.

    Hanno un cuore unico, malformato, il fegato fuso, l’intestino nella prima parte fuso, quattro reni, e per il resto completamente divise”. Stringe il cuore ascoltare questo terribile bollettino. Chiaramente non sarà possibile separare Rebecca e Lucia senza che una delle due soccomba. Torniamo alla questione spinosissima, chi si prenderà l’onere di stabilire la sentenza?

    Il dott. Gargiulo, che dirigerà l’intervento chirurgico, che verrà effettuato al momento opportuno, quando, cioè, le piccole gemelline si saranno irrobustite a sufficienza, sa che “Capirà a chi è destinato il cuore, e di conseguenza il fegato e l’intestino – afferma Lima – , dovrà essere vascolarmente donato tutto alla bambina che potrà continuare a vivere. E la scelta a chi donare andrà fatta contestualmente e consensualmente, come abbiamo spiegato ai genitori”.

    Questi ultimi ripongono fiducia totale nei medici che stanno assistendo le loro bambine, anche perché, come sottolinea Mario Cavalli, Direttore sanitario del Sant’Orsola, “l’alleanza terapeutica è fondamentale”. E anche perché, in questo caso, la speranza è proprio riposta solo ed esclusivamente nella grande abilità e professionalità dei chirurghi pediatrici.