Frequentare ambienti sicuri e stimolanti aiuta a combattere la tossicodipendenza

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    Per combattere la tossicodipendenza bisogna agire su molti fronti con terapie che agiscano sul corpo, ma soprattutto sulla psiche del paziente. Uno di questi fronti, è anche il creare, attorno alla persona che ha sviluppato la dipendenza, un ambiente quanto più possibile ricco di stimoli e rassicurante. Secondo quanto scoperto da una recente ricerca promossa dall’Institut de Phisiologie et Biologie Cellulaire dell’Università di Poitiers in Francia, e coordinata dal dott. Marcello Solinas, affrontare il problema della dipendenza dalle droghe con approcci differenti è utile anche dal punto di vista della spesa sanitaria nazionale.

    Lo studio in questione si è occupato di affrontare l’impatto che ambienti stimolanti possono avere sul cervello, aiutando il processo di disintossicazione. “Fallimenti nel trattamento non possono essere dovuti a farmaci – ha infatti spiegato il dott. Solinas – ma probabilmente agli ambienti della terapia”. Infatti è proprio una condizione ambientale sfavorevole o disagiata che, spesso, costituisce il fattore chiave che porta alla fuga verso le droghe.

    “Se l’ambiente è negativo, non stimolante e pericoloso, i rischi dopo la terapia possono essere più elevati – prosegue Solinas, aggiungendo – Rispetto allo sviluppo di nuovi farmaci lo sviluppo di ambienti arricchiti non è costoso, rischioso o complesso da proporre o implementare”.

    In pratica, una situazione ambientale favorevole, secondo i nuovi studi agisce sulla chimica del cervello, modificando in positivo l’azione di alcuni geni. La ricerca è stata presentata nel corso di un convegno mondiale sulle Neuroscienze promosso da IBRO (International Brain Research Organization), un’associazione internazionale per la promozione dei settori neuroscientifici e della comunicazione nell’ambito della ricerca scientifica mondiale.