Fecondazione assistita: se mancano gli ovuli

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    fecondazione assistita quando mancano ovuli

    Come abbiamo più volte evidenziato, dopo i 35 anni la fertilità delle donne comincia a diminuire. Eppure i dati statistici affermano che i bambini nascono da donne sempre più mature. In molte decidono tardivamente per un figlio e a quel punto sono costrette a rivolgersi alla fecondazione assistita onde cercare di realizzare il proprio sogno di maternità. Ma se gli ovuli sono diminuiti, non ci sono, cosa fare? In Italia non vi sono altre possibilità visto che la fecondazione in vitro eterologa (ovvero con ovuli o spermatozoi di terza persona diversa dalla coppia) è vietata dalla Legge 40, ma all’estero sì ed è qui che molte coppie italiane si recano.

    Si sta però sviluppando al riguardo un caso etico, come evidenziato in un articolo pubblicato sulla rivista New Scientist dal dottor Kamal Ahuja specialista della fertilità e direttore scientifico e delegato della Clinica delle Donne di Londra. Il numero delle donne bisognose degli ovuli da fecondare nel Regno Unito, aumenta anno dopo anno, ma l’offerta è bassa. Una possibile risoluzione del caso consiste nel pagare le donatrici, come avviene già legalmente negli Stati Uniti, in Spagna o nello stesso Regno Unito. Qui in particolare una recente normativa ha innalzato a 750 euro tale compenso. Il dottor Ahuja propone però un’alternativa che chiama egg –sharing, condivisione degli ovuli, indicato nella normativa nazionale come “prestazione in natura”, alternativa poco conosciuta e secondo l’esperto da promuovere.

    In cosa consiste? In una tecnica già in uso in molte cliniche da almeno 20 anni: una donna che è già in fase di fecondazione in vitro e non necessita degli ovuli in più può donarli ricevendo in cambio un pagamento, o meglio uno sconto o la gratuità della prestazione di fecondazione. E’ un metodo che ha il vantaggio di non inserire in questi contesti, nuove persone, lontane emotivamente e con scopi diversi. Anzi le donne finora coinvolte hanno preferito la condivisione al pagamento della donazione, volto a sottolineare un aspetto altruistico di chi capisce la necessità di ovoli. E voi cosa ne pensate?